(a casa della nonna)
Bruna. Permesso signora Franca, posso entrare?
Nonna. O ciao, sei tornata bruna, non solo di nome, ma mi dai del lei, mi chiami signora?
Bruna. No, è che devo parlarti.
Nonna. Della mia vita… da scrivere al computer?
Bruna. Non dell’Andrea.
Nonna. Io non so niente dei vostri affari.
Bruna. Saprai che andiamo assieme… andavamo.
Nonna. Potevi anche dirmelo, l’hai conosciuto per me, e sei qui quasi tutti i giorni, non so se per me o…
Bruna. Guarda che io Andrea lo vedo quando voglio.
Nonna. E allora vedilo e non dirmi e non chiedermi niente.
Bruna. Non arrabbiarti, nonnina, posso chiamarti così? Non so cosa gli è successo, non è più quello di prima.
Nonna. L’avrai cambiato tu.
Bruna. Sì, in parte, pensa che si è iscritto alla nostra associazione “Amici in bici” e alla domenica non prende più la macchina e, io e lui, facciamo dei bei giri in campagna.
Nonna. Dove in camporella?
Bruna. Ma cosa dici Franca?
Nonna. E tu cosa fai Bruna?
Bruna. Sono fatti nostri.
Nonna. Non lo metto in dubbio, ma sapevi che lui era fidanzato.
Bruna. I fidanzamenti si rompono.
Nonna. Se si fa in tempo.
Bruna. Perché cos’è successo? dimmelo.
Nonna. Cosa vuoi che sappia io? Magari ha preso una sbandatina per te, ma poi ci ha ripensato. Sai la differenza di idee...
Bruna. Non buttarla in politica, qui c’è sotto qualcos’altro, cosa sai?
Nonna. Ma lui, l’Andrea, non ti ha detto niente?
Bruna. No, lui è diventato strano, mi ha detto solo che vuole pensarci, che i nostri rapporti…
Nonna. Sono un po’ troppo frequenti.
Bruna. Perché ti ha detto anche…
Nonna. Ma niente, cosa vuoi che mi dica dei vostri affari?
Bruna. No, tu sai qualcosa, giuramelo.
Nonna. Non ho mai giurato nella mia vita, devo cominciare adesso. Comunque quello che so è questo: che siete andati assieme, e…
Bruna. E… e?
Nonna. E forse avete anche già fatto all’amore, ma lui non me l’ha detto, lo sospetto io. Voi giovani del giorno d’oggi…
Bruna. E con quell’altra l’ha fatto? Dimmelo tu che sai tutto.
Nonna. Forse sì, dev’essere addirittura incinta.
Bruna. Incinta pure…? Allora è per quello, allora vorrà sposare lei, ecco perché. Basta ho saputo abbastanza, non so se ci rivedremo.
Nonna. Io lo spero, anzi, e… e...
Bruna. E… e?
Nonna. E riguardati che prima o poi l’Andrea… come esci così? ma non hai preso niente. Non arrabbiarti che stai male tu e… e tutto.
(dopo poco sempre a casa della nonna)
Clara. Permesso?
Nonna. Avanti cara… Clara… si accomodi.
Clara. Come le ho detto per telefono sono venuta per Andrea.
Nonna. Cosa posso fare per voi?
Clara. Deve sapere che ultimamente non siamo andati molto d’accordo…
Nonna. Lo so, lo so.
Clara. Come lo sa? Cosa le ha Andrea detto di noi?
Nonna. No niente, così qualcosa di sfuggita.
Clara. È per quella troietta? confessi.
Nonna. Non so di chi parla.
Clara. Non mi faccia incazzare, parlo di quella Bruna del cazzo. Gliel’ha fatta conoscere lei all’Andrea, per farmela a me.
Nonna. No, chiariamo subito un punto, anzi due: primo non gliel’ho fatta conoscere io, ma era nella mia stessa stanza all’ospedale, che lei… che tu non sei neanche venuta mai a trovarmi, secondo non ho colpa io di quello che fa mio nipote… e terzo se dobbiamo parlare di troiette…
Clara. Io sono sempre più convinta che c’entra anche lei, comunque lasciamo perdere. Non sono venuta qua per litigare.
Nonna. Appunto, magari ci imparentiamo, siediti… posso darti del tu? Vuoi un tè, un caffè? O forse non lo puoi prendere.
Clara. Sì che lo posso prendere, perché? Ma quello della moka non mi piace.
Nonna. E già, scusa non ricordavo, e come stai? Posso darti del tu?
Clara. Mi dia quello che vuole…
Nonna. Vuoi bere, è già che stupida, bisogna bere…
Clara. Non è che dobbiamo prendere per forza qualcosa quando siamo ospiti di qualcuno.
Nonna. No certo, regolati… si regoli lei.
Clara. Dunque, se mi lascia parlare… volevo dirle che io ho intenzione di sposarlo l’Andrea.
Nonna. Sì giusto, sono d’accordo.
Clara. Come non mi ostacola?
Nonna. Io, basta che sia d’accordo lui, anzi deve convincersi.
Clara. Bene, però a una condizione.
Nonna. Lui dice che non si fa condizionare…
Clara. No lei deve promettermi una cosa.
Nonna. Se posso.
Clara. Deve togliere di mezzo quella puttanella.
Nonna. Quale puttanella?
Clara. Non mi faccia… quella Bruna, cazzo!
Nonna. Scusa… scusi, non avevo capito. Ma cosa devo fare, devo eliminarla?
Clara. Non faccia la finta tonta, so che non lo è, anzi è un’intrigante. Deve separarla da Andrea.
Nonna. E come posso?
Clara. Non m’importa, o convince lui o convince lei. Chiaro?
Nonna. Sì, è stata convincente, ma pensavo che Andrea fosse già convinto.
Clara. No, è venuto fuori che possiamo stare assieme senza sposarci, che è prematuro…
Nonna. Come è prematuro?
Clara. Dice che dobbiamo prima finire di studiare, trovare un lavoro, una casa…
Nonna. Gli è venuto il buon senso finalmente, ma voi avete i genitori…
Clara. E chi non li ha?
Nonna. No, volevo dire che voi siete figli di…
Clara. Ecco dica a quella figlia di buona donna che se me lo tocca, anzi se me lo guarda ancora, le cavo gli occhi.
Nonna. Proverò a parlare anche a lei, ma non so…
Clara. Ah la vede ancora?
Nonna. Non è per mio nipote, è che mi vuole insegnare a usare il computer.
Clara. Ne conti una migliore di balla.
Nonna. No, è vero, vuole farmi scrivere la mia vita… al computer.
Clara. Sì, mio nonno aveva le ruote…
Nonna. Era in carrozzina?
Clara. Senta, se ha voglia di scherzare sappia che io non ho assolutamente voglia di ridere. Allora me lo promette?
Nonna. Sì per quello che posso, ma ognuno ha la sua testa. Poi voi giovani non volete mai sentire le ragioni di noi vecchi. Per esempio se le dico che non deve mettere dei tacchi così alti e farsi la tinta nella sua condizione.
Clara. Perché in quale condizione sono?
Nonna. No, pardon, dicevo così per dire…
Clara. No, adesso mi dice quello che Andrea le ha detto.
Nonna. Ma niente, cosa vuole che mi dica dei vostri affari.
Clara. No, lei sa qualcosa, lo giuri.
Nonna. Non ho mai giurato nella mia vita, devo cominciare adesso? Comunque quello che so è questo: che avete litigato, ma poi, se ho capito, avete anche … anche fatto la pace… e…
Clara. E… e?
Nonna. E forse anche all’amore, ma lui non me l’ha detto, lo sospetto io. Voi giovani del giorno d’oggi...
Clara. E con quell’altra l’ha fatto? me lo dica lei che sa tutto.
Nonna. Forse sì, dev’essere addirittura incinta.
Clara. Incinta pure…? Allora è per quello, allora vorrà sposare lei, ecco perché. Basta ho saputo abbastanza, ma ci rivedremo.
Nonna. Lo spero, anzi auguri e…
Clara. E… e?
Nonna. E si riguardi che prima o poi l’Andrea… come esce così, ma non ha preso niente. Non si arrabbi che fa male a lei e… e… e tutto.
(il giorno dopo, sempre dalla nonna)
Nipote. Ma nonna hai combinato un casino.
Nonna. Io o te?
Nipote. No tu: hai detto a tutte e due vado anche con l’altra.
Nonna. Ho detto una mezza verità, almeno
Nipote. Ma così mi vogliono lasciare tutte e due.
Nonna. Anche Clara?
Nipote. Sì anche lei e l’ha detto in casa. Sua madre mi ha fatto una telefonata di fuoco e mi ha ordinato di sposarla, ma senza più vederla.
Nonna. Matrimonio al buio o per delega?
Nipote. Non scherzare nonna che sono nei casini.
Nonna. Perché sei un casinista, cosa ti dicevo di prendere le tue precauzioni. Prevenire è sempre meglio di curare…
Nipote. Ma Clara non è mica malata.
Nonna. Sì che lo è. Ha la malattia dei nove mesi.
Nipote. E anche Bruna non mi vuol più vedere, cosa le hai detto?
Nonna. Che doveva prevenire anche lei.
Nipote. In che senso?
Nonna. Nel senso che doveva aspettare che la lasciassi la morosa prima di… amoreggiare.
Nipote. Sono fatti nostri.
Nonna. Questa frase l’ho già sentita.
Nipote. Comunque con Bruna ci penso dopo, adesso devo risolvere il problema di Clara.
Nonna. Fai come ti dice…
Nipote. Chi?
Nonna. La tua coscienza.
Nipote. Sì, lo so, ma tu che cosa le hai detto, si può sapere?
Nonna. Niente, sono state qui ieri pomeriggio tutte e due.
Nipote. Assieme?
Nonna. C’è mancato poco. No prima Bruna, che arriva sempre alle tre, e poi l’altra che mi aveva telefonato e le ho detto di venire alle quattro.
Nipote. E cosa hai detto, non avrai mica spifferato tutto?
Nonna. Io cosa devo spifferare che non so niente?
Nipote. Come? Sai che Clara è incinta.
Nonna. Ecco lei lo sapeva già, non dovevo dirglielo io.
Nipote. Ma Bruna no.
Nonna. Io non lo so, potrebbe esserlo anche lei.
Nipote. No, è sempre stata attenta.
Nonna. Almeno lei. Io non lo sapevo, per cui, come Salomone…
Nipote. Allora cos’hai detto?
Nonna. Sia a Bruna che a Clara che l’altra era incinta.
Nipote. Ma è solo una.
Nonna. Ho detto una mezza verità, almeno.
Nipote. Ma così mi hanno lasciato tutt’e due.
Nonna. Vedrai che tornano…
Nipote. E io adesso come faccio?
Nonna. E la mamma cosa dice?
Nipote. Non lo spifferare anche a lei, che non sa ancora niente.
Nonna. Io non parlo più, visto che faccio solo casino.
Nipote. E allora cosa mi consigli? sono come in una prigione.
Nonna. Tutti siamo in una prigione: qualcuno con una finestra, qualcun’altro senza.
Nipote. Ma io non vedo la luce, sono in un tunnel...
Nonna. Non disperare, magari la soluzione è vicina, nell’altra stanza, basta trovare la chiave.
Nipote. Tu parli come un libro stampato, ma la realtà non si trova sui libri.
Nonna. Giusto, ma loro ti insegnano a interpretarla.
Nipote. Dimmi un libro che parla di una situazione pazzesca come la mia?
Nonna. Non è ancora stato stampato…
Nipote. Vedi!
Nonna. Ma magari è già su un computer.
Nipote. Un e-book?
Nonna. Non so cos’è. So che devo riscrivere la mia storia, che, sai, va al contrario, da oggi alla nascita.
Nipote. Alla nascita di chi?
Nonna. Giusto! devo aspettare a scrivere il primo capitolo, tra qualche mese.
Nipote. Quando?
Nonna. Quando sarò bisnonna.