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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
29 luglio 2016
SCIENZA
Cattivo gusto

Gusto. Popolo e pubblico, grazie per essere intervenuti a questo convegno, giustamente intitolato “Buon gusto. Il migliore dei sensi”. Non so se siete consapevoli anche voi della mia importanza, e comunque voglio ricordarlo a tutti i presenti. Gli uomini mi hanno sempre assegnato uno straordinario valore conoscitivo. Non voglio offendere i miei parenti poveri. La vista, il tatto, l’udito e l’olfatto percepiscono la realtà in modo indiretto, e chissà quanto precisamente. Tant’è vero che la vista ha spesso bisogno di occhiali, l’udito di apparecchi. Sul tatto vi voglio ricordare una favola orientale. Cinque ciechi furono chiamati a tastare un elefante

Uno toccò una gamba e disse che era un albero. Il secondo toccò la coda e disse che era una corda. Il terzo toccò una zanna e disse che era una lancia. Il quarto toccò la proboscide e concluse che era un serpente. Il quinto tastò un orecchio e affermò che si trattava di un ventaglio. Nessuno fu in grado di dire che era un elefante.

Vista (da pubblico) Se ci fossi stato io.

Moderatore. Prego il pubblico di moderarsi. Appena chiuso l’intervento del signor Gusto potrete interloquire o meglio fare domande.

Gusto. Posso riprendere? Stavo dicendo del modo mediato con cui gli altri sensi interpretano, non certo conoscono, il mondo esterno. Io invece, con l’incorporazione dell’oggetto, lo possiedo, letteralmente, nel miglior modo possibile, quasi perfetto. Solo grazie a me i neonati apprendono che esiste qualcosa al di fuori di loro. La conoscenza passa da me, dall’assaggio del mondo. Dal gusto.

E senza voler fare l’intellettuale come non ricordare che ‘sapere’ e ‘sapore’ hanno la stessa radice. Ecco perché sono solo io, fra i sensi, a rappresentare la conoscenza. Si dice la vista, l’udito, il tatto o il gusto per l’arte, il gusto della musica, della festa? Il mio senso è quello che rappresenta la capacità di apprezzare il bello oltre che il buono… Cari buongustai sappiate che ormai il buongusto si riferisce non solo alla realtà fisica ma anche a quella culturale. Grazie.

(applausi)

Moderatore. Grazie a lei magnifico professore, non so se qualcuno dopo questa relazione così gustosa avrà qualcosa da aggiungere, ma c’è lo spazio per le domande, se il nostro grande sensitivo è d’accordo.

Gusto. Se c’è qualcuno o qualcosa da aggiungere. Speriamo che le domande siano di buon gusto (ride da solo)

Vista. Capisco che ridi di gusto, ti do del tu perché lavoriamo nella stessa ditta, ma voglio precisare qualcosa del tuo discorso. Primo: la tua favola era bella, ma l’avrai letta grazie a me.

Udito. O sentita grazie a me.

Vista. Bastavo io per capire che quello era un elefante.

Tatto. Ce l’avete tutti con me? Ma volevo anch’io precisare. I neonati che tu citi come tuoi primi utilizzatori, cosa farebbero senza di me? Chi afferra, tocca, mette persino le mani in bocca e certo non per assaggiarle?

Moderatore. Prego uno alla volta.

Vista. Tanto siamo solo cinque. Tu dici che sei il solo a percepire il mondo in modo non soggettivo, mentre noi lo conosciamo in modo indiretto. Perché tu non usi i nervi per comunicare al cervello, come tutti noi? E non sei tu quello che cambia di più da una persona all’altra?

Udito. Non si sente sempre dire che dei gusti non si discute?

Olfatto. Scusate, allora intervengo anch’io; non solo lui ma anche voi mi dimenticate. E per seguire il ragionamento del nostro… prominente, se lui prende conoscenza per acquisizione dell’oggetto, lo cannibalizza cioè, anch’io lo percepisco per contatto: se non ci fossero particelle che raggiungono il naso come farei? Non ci avete mai pensato, superiori?

Vista. Guarda, puzzone, non ricominciamo il dibattito onda o corpuscolo, sono realtà entrambe.

Udito. E non solo le onde elettromagnetiche…

Gusto. Se posso replicare, visto che siamo passati all’immateriale, volevo ricordare che non solo il gusto genera conoscenza ma è anche la conoscenza a generare il gusto… Vi ho lasciato senza parole, senza argomenti? Ditemi se avete delle metafore così potenti come le mie.

Tatto. Non essere così superbo, ci vuole tatto.

Udito. E orecchio.

Vista. E mettersi dal punto di vista degli altri.

Olfatto. Senza avere la puzza sotto il naso.

Sesto. E io? Senza di me, siete vulnerabili e riuscireste a prevedere i pericoli (o le gioie) troppo in ritardo.

Moderatore. Chi sei tu così sfacciato da intervenire? Loro sono l’interfaccia tra l’uomo e il mondo, e tu?

Sesto. Sono il sesto, mi bastano soltanto pochi  millisecondi per captare una situazione minacciosa. Sono il frutto dell’evoluzione, cioè del periodo in cui l’uomo viveva nella savana fianco a fianco con predatori.  Percepisco la paura, (o la disponibilità) sul volto di un altro (o di un’altra).

Gusto. No, tu non esisti. E se esistevi ti sei estinto, non servi più.

(Si ode uno scoppio, si sente odore di liquame, si vede un tubo di scarico che si è rotto e versa il contenuto nella sala, per fortuna è colpito direttamente solo il tavolo della presidenza, dove moderatore e relatore, privi di sesto senso e, forse, anche di senso del ridicolo, non seguono il fuggi fuggi e rimangono impettiti al loro posto stringendo i microfoni. Ma presto cadono a mordere e assaggiare la polvere… liquida, capendo cosa significa cattivo gusto).




permalink | inviato da steatrando il 29/7/2016 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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