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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
13 novembre 2017
vita familiare
Coma futuro 2

(domenica a casa)

Nonna. Oh Bruna sei già venuta su che è domenica?

Bruna. E sta arrivando anche Andrea. Cosa c’è per colazione che ho una fame?

Nonna. Non stanca ma affamata, chissà se di notte…

Bruna. Cosa, dici che sono ancora mezza rintronata?

Nonna. No i troni lasciamoli perdere… che se si perdevano quando era ora… anche da voi in Inghilterra.

Bruna. Io sono italiana e repubblicana, l’Inghilterra mi è vicina e nel cuore, ma voglio vivere qui.

Nonna. Lo sempre detto anch’io che bisogna scegliere il chilometro zero…

Bruna. Piuttosto, tu che sei cos’sveglia, hai provato la pressione?

Nonna. Sicuro, appena finisco la colazione la provo. Se bisogna arrivare ai cento c’è da correre.

Bruna. Cento sarebbe poco per te, parlando di massima.

Nonna. No, al massimo 100 e basta, che poi non so come sarò, mica voglio essere un peso.

Bruna. Ma parli di millimetri di mercurio?

Nonna. No di anni di… orgoglio.

Bruna. Allora quanto avevi di massima e di minima?

Nonna. Ah quello? Dunque, fa vedere sul taccuino, che lo sai marco sempre i numeri, se no con la mia testa… Ecco 170 e 90. Però… non so se vale, mi è scappato di scoreggiare mentre che la provavo. E la pressione va su.

Bruna. Allora provala di nuovo.

Nonna. E ma adesso ho preso mezzo mentino, ho… sono andata al gabinetto e l’ho fatta sia liquida che solida. E questo tira giù la pressione, no?

Bruna. Va bene, ma devi curarti se no addio ai 100. Oh Andrea, sai che la nonna ha appena dichiarato che vuole arrivare a 100 anni?

Nonna. Cento e non più cento!

Andrea. Poi ti racconto una cosa che mi ha detto, quando tu non c’eri. Ma prima non c’è qualcosa da mettere sotto i denti?

Nonna. Vi scaldo subito il latte e lì c’è già sul tavolo il miele e le fette biscottate, che voi la notte…

(dopo colazione)

Bruna. Nonna, non lavare subito le tazze che ci stressi, siediti qui con noi, che è domenica e non ci sono i genitori di Andrea.

Andrea. Sì così racconto dell’altroieri e tu…

Nonna. Dico il contrario…

Andrea. Non so se smentisci quello che dico. Devi sapere che gli ho parlato del nuovo libro di Veltroni.

Bruna. Chi? che sono ancora assonnata.

Nonna. Sì ce lo sogniamo, ma come incubo se ritorna. Sai che la destra lo voleva fare santo quando era segretario, per le cose che faceva?

Bruna. La destra? vorrai dire la sinistra.

Nonna. Qui adesso la destra va sempre più a destra e invece la sinistra diventa così larga che va a coprire anche il centro. Ecco, che brava che sono: adesso uno di centro, tipo DC, lo chiamano di sinistra.

Andrea. Centro sinistra…

Nonna. No, non c’entra con la sinistra, ma ormai…

Bruna. Beh questo Veltro?

Andrea. Veltroni, Bruna, sei stranita oggi o sei stata troppo in Inghilterra?

Nonna. Per la politica italiana, se stai via un mese non capisci più niente, come stare in coma.

Andrea. Oh ecco, brava nonna.

Nonna. E due di volte, se me lo dici anche te…

Andrea. Però lasciami parlare. Appunto Veltroni immagina un giovane che va in coma ai funerali di Berlinguer nel… nel…

Nonna. 1984, che te non c’eri ancora, ma studiare un po’ di storia, no eh?

Andrea. Quella è cronaca recente, nonna. Be’ poi si sveglia dopo 30 anni e non riconosce più la sinistra.

Nonna. Quello neanch’io, che dormo poco.

Andrea. Fine del PCI, dell’URSS, caduta del muro di Berlino.

Nonna. Che sono andati all’incontrario di come li hai detti te.

Bruna. Bella immaginazione, ma scusate – esco adesso dal coma notturno – la nonna che c’entra?

Andrea. Appunto lei ha immaginato –lasciami semplificare – di andare in coma e svegliarsi tra dieci anni.

Nonna. Che ne avrei quasi cento…

Bruna. E cosa ha pensato di trovare?

Andrea. Tante cose che adesso non ricordo – scusa nonna – ma noi due ancora insieme…

Nonna. E io con mia figlia che non era più insieme con suo marito…

Bruna. Sì, ma noi? Non so col lavoro, la salute?

Nonna. Te – lasciami parlare – eri stata malata 9 mesi, che alla fine eri stata a casa anche dal lavoro, ma poi quasi subito sei guarita e stavi più meglio di prima…

Bruna. E che cosa avrei avuto di così lungo, qualcosa di grave anche se non di letale?

Nonna. Se non ci arrivi te… la malattia dei nove mesi…

Bruna. O scusa, non sono ancora del tutto sveglia. Un figlio. Immaginiamoci se non lo immaginavi.

Nonna. Che immaginazione, neh? Però non sapevo se era una bambina o un maschietto e te eri fuori dalla scuola ma in un laboratorio che ti piaceva lavorarci.

Bruna. Grazie, nonna. Speriamo che il tuo sogno diventi realtà. Lo dico sinceramente, ma il futuro è… è…

Nonna. Imprevedibile.

Bruna. Ecco ce l’avevo sulla punta della lingua. Brava a suggerirmi…

Nonna. Oggi sono venuta su prima...

Bruna. E poi bisogna anche essere pronti a perdere ciò che si ha per ciò che si potrebbe avere.

Andrea. Ma non ciò che si è per ciò che si potrebbe essere.

Nonna. Scusate, ma fate capire anche me, che mi sono svegliata prima, ma sono nata anche un po’ prima e adesso…

Bruna. No, Andrea ha ragione, meglio essere che avere…

Nonna. Essere sposati che avere un figlio, piuttosto che avere un figlio e non essere sposati?

Bruna. No, nonna, svegliati, essere te stessa piuttosto che avere cariche, soldi, roba…

Nonna. Adesso sì che capisco… se lo capivo anche da giovane che invece…

Bruna. Tu scherzi, ma se c’è una che è anche se non ha, sei tu.

Nonna. Grazie di tutto, ma io ho anche ho, cioè voi due. Vuoi mettere?

Bruna. Comunque rispetto al coma, direi che non bisogna trastullarsi con l’idea che il futuro sia già dato, che ci sia una linearità della storia, anche personale.

Nonna. Senti un po’, ti sei svegliata di colpo te, o mi sto addormentando io? che non capisco più niente.

Andrea. No la Bruna – semplifico il suo ragionamento – dice in sostanza che la storia non ha un percorso prevedibile.

Nonna. Quello l’ho detto prima… cioè anch’io, però, cari miei nipotini, quello che fai da giovane è come dire… -aiutatemi che ce l’ho io adesso sulla punta della lingua- … il sidello…

Andrea. Forse è più giusto secchio o serbatoio…

Nonna. Bravo te sì, beata chi ti sposa! E lì nel… nel… quello che ha detto appena lui pescate il futuro, mica da un’altra parte.

Bruna. E se cade un sasso nel…

Nonna. Nello stagno? Tirate indietro la mano.

Bruna. Nonna, quando la finirai mai discherzare?

Nonna. Quando vado in coma! 

 

 




permalink | inviato da steatrando il 13/11/2017 alle 13:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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