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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
5 dicembre 2017
vita familiare
Due sorelle

(lunedì sera a casa)

Andrea. Ragazze…

Nonna. Prego, io sono una ragazzina…

Andrea. Vi ricordate la discussione di ieri?

Nonna. Quella filosofica se abbiamo prima imparato a mangiare o cagare?

Bruna. Scherzi sempre. Era sulla precedenza della lettura sulla scrittura e… la lingua, il linguaggio.

Nonna. Brava, te sì che parli bene, si vede che hai letto e scritto, ma dopo.

Andrea. Sì, giusto, signore filosofe e allora in questa agorà di sapienti…

Nonna. Sapientesse…

Bruna. Ma non in piazza…

Andrea. Mi lasciate parlare? o come al solito…

Nonna. Non fare il solito che vuole l’attenzione solo lui.

Andrea. Sospetto che voi mi pigliate in giro…

Nonna. Che invece te sei così serio.

Andrea. Lasciamo perdere, accendiamo la TV.

Bruna. No, Andrea, non fare il bambino, sai due donne…

Nonna. Bisbetiche, scusa Bruna, una…

Bruna. Contro un solo uomo…

Andrea. Lo zimbello di due padrone…

Nonna. Ma va là! Ti vogliamo così bene, che non c’è nessun altro uomo nella nostra vita, neh Bruna?

Bruna. Parole sante.

Nonna. Lette, scritte e dette!

Andrea. Adesso mi ruffianate, ma avrete un altro debito con me, perché oggi al bar c’era la Domenica…

Nonna. Vengo anch’io lì, che non passa il tempo.

Andrea. La Domenica, nonna, è il supplemento del Sole 24 ore, l’inserto culturale. L’ho fregato, tanto chi vuoi che lo legga.

Nonna. Il debito ce l’hai te col barista allora.

Andrea. Lasciami parlare. Sapete, mentre noi parlavamo di lettura e scrittura loro pubblicavano un pezzo su letteratura e sociologia.

Nonna. Lettura e socialdemocrazia, che è venuta prima o dopo del comunismo?

Andrea. Nonna! Letteratura e sociologia. Sai cosa sono?

Nonna. La lettura… letteratura sono i romanzi no? La sociologia sono i saggi…

Bruna. Sulla società, sui comportamenti delle persone, dei gruppi.

Andrea. Be’ vi leggo un pezzo…

Nonna. Del pezzo…

Andrea. “Sono due sorelle d’una certa età. Una è davvero anziana, carica d’esperienza, un tempo inimitabile, ora un po’ in affanno. L’altra non ne ha certo viste così tante, e pure ha avuto anch’essa anni rampanti, da grande protagonista. Bisticci, invidie, rivalità. Le solite, eterne burrasche, che agitano le relazioni strette e le convivenze”.

Bruna. Bello, intrigante. Bravo Andrea.

Nonna. Frega sempre quel giornale lì, tanto paghi il caffè, no?

Bruna. Basterebbe prendere due caffè in meno e comprare la domenica il Sole.

Nonna. Che ha dentro la Domenica, anche se è nuvolo, neh?

Andrea. E perché, due letterate e biologhe, non fate bisticciare anche voi due… facoltà, due scienze, due…

Bruna. Potremmo farlo, vista la discussione di ieri, tra storia e antropologia.

Nonna. Antropofagia?

Andrea. Nonna, quella è il mangiare gli uomini…

Nonna. Delle donne?

Bruna. Che cosa dici, nonna? Perché noi li mangiamo?

Nonna. No, perché c’è qualche d’uno che dice che non li digeriamo.

Bruna. Lasciamo perdere, che oggi… L’antropologia è la scienza dell’uomo. E ce ne sono due tipi: quella fisica che studia le parti e le differenze tra i corpi e quella culturale che studia le usanze, i costumi dei popoli.

Nonna. Ah sì, brava che l’ho appena letto, che questa qui, l’ultima, prima studiava solo i popoli primitivi e adesso i primitivi dei popoli.

Andrea. E già, tu allora saresti una primitiva, nonna.

Nonna. Che parla ancora in dialetto, anche quando parla in italiacano.

Bruna. Cos’è?

Nonna. Un italiano parlato da cani.

Bruna. Scusa, ma sei un fiume in piena oggi…

Nonna. E che c’è la siccità!

Bruna. Sì quest’anno è stato il più secco dal 1800.

Nonna. Che seccatura! Che prima a Ticino venivano sempre due piene, una in primavera, per la neve, una d’autunno come adesso per la pioggia, invece mi hanno detto che è un paio di anni che… niente!

Bruna. Comunque dicevo, chissà a conoscerti da giovane.

Nonna. No mi sono svegliata adesso, un qualche anno indietro, che prima ero timida e non parlavo.

Bruna. Non ci credo neanche…

Nonna. E già, ma dovevo prima leggere e poi scrivere, no?

Andrea. E allora le due vostre sorelle: la storia e l’antropologia o, se preferisci, il folklore?

Nonna. Tocca a te Bruna.

Bruna. Io ho solo un fratello, non solo com’è tra sorelle. Tu ce l’hai avuta, quindi tocca a te.

Nonna. O Signore, così su due piedi.

Andrea. Se vuoi sederti…

Nonna. Ma da chi avete preso a far delle battute a raffica così? Comunque mettiamola giù come una litigata.

Antropofa… logia. Cara la mia Storia, quand’è che cominci a studiare anche i popoli che non hanno la scrittura?

Storia. Sì, sta tranquilla, mica lo voglio più far fare a te, che poi vai a cercare i popoli che te credi che non hanno storia e invece vivono ai nostri tempi, ma in modi diversi da noi.

Antro. E sì e quand’è cara la mia modernista che incominci a lasciar stare re e battaglie e parli della gente?

Storia. Non bisogna lasciare indietro nessuno.

Antro. Nel lusso, nelle comodità, nel progresso…

Storia. Ma te mi insegni che le mode fanno perdere le tradizioni.

Antro. Anche quelle lì hanno un’evoluzione, una storia, scusa se te lo devo dire io.

Storia. Be’ allora parlami dei tifosi allo stadio e dei litigi nelle code alla posta.

Antro. E te quand’è che stai a sentire le persone e magari le registri, per te va bene solo quello che c’è scritto? Va bene che abbiamo imparato a parlare dopo…

Storia. La storia orale? Ma è mia figlia…

Antro. Illegittima e non riconosciuta.

Storia. Sarà ben figlia tua?

Antro. Anche se ha preso il tuo nome l’ho conosciuta prima io.

Storia. Ma se te sei ferma al presente, senza niente dietro.

Antro. L’ho detto appena io, o te lo devo scrivere?

Storia. E allora perché non studi il nostro di popolo, te l’ho appena detto io o te lo devo leggere?

Nonna. Ragazzi - voi sì - adesso però non mi viene in mente più niente. Continuate voi.

Bruna. No, nonna, sei stata bravissima.

Andrea. Scrivilo, così ce ne ricordiamo…

Nonna. Prima lo leggiamo e poi ne parliamo…            




permalink | inviato da steatrando il 5/12/2017 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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