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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
17 agosto 2018
vita familiare
Quello che non ho

(a casa alla sera tardi)

Bruna. Pronto, ci sei Andrea?

Andrea. Sì, eccomi e c’è qui anche la nonna

Bruna. Hi grandma, nonna.

Nonna Ahi grama nonna?

Bruna. No, niente grido di dolore: hi per noi è come il ciao.

Nonna. Allora ciao inglesina che non vuol più venire italiana.

Bruna. E cosa ci fai ancora sveglia a quest’ora?

Nonna. Se vuoi vado subito a dormire.

Bruna. No, mi fa piacere parlare un po’ con te.

Nonna. E poi ti fa parlare di piacere un po’ con l’Andrea?

Bruna. Non capisco bene quello che dici.

Nonna. Ma è la linea o l’italiano?

Bruna. A proposito di uso dell’italiano, nonna, hai fatto il compito?

Nonna. Io? Io no, non so neanche più che cosa dovevo fare. E te?

Bruna. Me too. Scusa, anch’io mi sono scordata di quello che mi avevi detto.

Nonna. Ma io ti avevo detto solo di fare degli esercizi, magari assieme a qualcun altro, per vedere di aspettare dei bambini. Non so se li hai fatti.

Bruna. No, mi sono proprio dimenticata.

Nonna. Ah sì?! Allora vieni a casa presto che qui c’è il calo demoniaco…

Andrea. Demografico nonna.

Nonna. Democratico? Sì e va sempre più male…

Bruna. Allora diamoci ancora qualche giorno.

Nonna. Sì, ma te lassù, da sola, come fai, cerchi qualche d’uno d’altro?

Bruna. Vorrà dire che sarò costretta a rimandare. Ma tu puoi esercitarti da sola. Mi è proprio venuto in mente oggi “Quello che non ho”.

Nonna. Io la gioventù e te?

Bruna. Un uomo qui accanto a me.

Nonna. Sai che cosa fare.

Bruna. You take me in word… tu mi prendi sempre in parola.

Nonna. D’ora in poi non ti credo più, stai tranquilla.

Bruna. No, mi sono confusa con l’italiano, volevo dire di non prendermi alla lettera.

Nonna. Va bene e te non scrivermi allora, che neanche una cartolina è ancora arrivata.

Bruna. A parte che te l’avevo mandata quando era ancora qui Andrea, poi se ci stiamo parlando hai bisogno che ti scriva?

Nonna. Verbi volatilizzant, scritti restant.

Bruna. Ricordami di venire a ripetizione da te di latino quando torno.

Nonna. Ah non d’inglese? Se vuoi anche di dialetto…

Bruna. Torniamo a noi.

Nonna. Andrea lo mando via?

Bruna. No, che poi dobbiamo parlare. Ti ricordi che rifacevi le canzoni? Appunto una canzone di De André si chiamava “Quello che non ho”. E tu avevi promesso di parodiarla.

Nonna. Io non la odio. E poi con quello che è successo ai genovesi. Non so se hai sentito? I ponti cadono e i muri crescono…

Bruna. Ce l’hai ancora il testo di Fabrizio?

Nonna. Io non lo conosco.

Bruna. Va be’ te lo leggo io, così tu improvvisi.

Nonna. Così all’improvviso?

Andrea. Nonna per fare vedere che noi italiani…

Nonna. Siamo vecchi e non siamo buoni neanche a fare le strade.

Bruna. Basta. Ascolta, se ti dico:

Quello che non ho una camicia bianca
quello che non ho un segreto in banca

Come la cambi?

Nonna. Ma quelle due rime lì le abbiamo già fatte.

Bruna. E come erano venute che non mi ricordo?

Nonna. E vuoi che mi ricordo io? Se vuoi le rifaccio nuove.

Bruna. Sentiamo.

Nonna. Non so, dovevo avercele scritte, se no mi è già passato di mente quello che hai appena detto.

Andrea. Ti cerco io il testo nonna: guardo su internet e poi ti apro una finestra.

Nonna. Sì che fa caldo, basta che non fai la corrente.

Andrea. Finestra… ecco le parole, le vedi nonna?

Bruna. Allora va avanti nonna, che io ti seguo.

Nonna. Ma ho un po’ sonno.

Bruna. Su non farti pregare dal Galles, almeno due o tre strofe.

Nonna. Ma sono un animale da baraccone?

Bruna. No, ma mi farebbe piacere rivivere questi bei momenti con te.

Nonna. Non dovevate dirvi le cosine romanticose voi due?

Bruna. Dopo.

Nonna. Quello che non ho sono le parole
per regalarvi il cielo per regalarvi il sole.

Quello che io ho è che sono Franca
è un nipotino quel che mi manca
Quello che non ho un orologio indietro
per tornare giovane e avere un bel didietro…

Adesso basta, neh, non ce la faccio più.

Andrea. Sì lasciala Bruna, non so se ti ricordi che siamo un’ora avanti. Per lei è tardi. Le stampo il testo poi magari domani te la riscrive la canzone.

Bruna. Sì scusa, nonnina, era per sentirti e godermi le tue battute, che mi mancano tanto.

Nonna. E allora non fartele mancare, ma non per via computer, dal vero. Se no non te ne faccio più.

Bruna. Va be', ci penserò. Allora good night and have a nice rest

Nonna. Il resto domani, per stasera basta questo qui:

Quello che non hai è un ragazzo a letto

Quello che tu volevi non è perfetto

Quello che non capisci è che non esiste

Quando lo capirai non diventerai più triste.






permalink | inviato da steatrando il 17/8/2018 alle 16:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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