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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
22 gennaio 2019
vita familiare
A bad mark

(su Skype)

Bruna. Nonna, ho verificato per le “pietre d’inciampo”, ed era ovvio, qui in Inghilterra, che non è stata invasa dai tedeschi, non si sono deportati.

Nonna. A bad mark professor…

Bruna. Brava nonna, allora l’inglese che ti ho insegnato funziona?

Nonna. Però te cattiva… prima di tutto non devi dire tedeschi ma nazisti. Ma lo sai che i tedeschi sono stati i primi a entrare nei lager? Già nel 1933 che non erano passati due mesi che Hitler era andato al governo? E poi inglesi ce n’erano anche nei paesi  invasi dai tede… nazisti e li hanno anche ammazzati a Bolzano, a Dachau…

Bruna. Allora mettetele voi, non si mettono dove sono stati arrestati?

Nonna. Non lo so, ma voi potete metterle dove abitavano o nascevano.

Bruna. Mandami i nomi e io vedo quello che posso fare.

Andrea. La nonna? Vuoi che lei vada negli archivi, ma sei matta? Fallo tu.

Nonna. Non sgridare la Bruna, Andrea, mi raccomando.

Andrea. Mi raccomando, nonna, non sgridarmi… se la sgrido.

Nonna. E se poi mi sgridi che non ti ho sgridato?

Bruna. Scusate, sono io che devo essere sgridata e grazie della lezione di storia.

Andrea. Grazie, se rinasco faccio storia all’università.

Nonna. E io ingegneria…

Bruna. E io “economia domestica”, non si diceva così una volta?

Nonna. Appena ti vedo in faccia te la faccio vedere io.

Bruna. I for I, sai cosa vuol dire nonna inglesofona, te l’avevo detto?

Nonna. Fammi pensarci… Forse, ma forse, “occhio per occhio”

Bruna. Quella casomai sarebbe “eye for eye”

Nonna. E io che cos’ho detto?

Bruna. Al massimo l’ho detto io, e poi si dice uguale ma si scrive diversamente.

Nonna. Non sgridarmi se non capisco l’inglese, che anche l’italiano delle volte…

Bruna. No, è che l’inglese è incoerente tra l’oralità e la scrittura: non ogni lettera corrisponda a un suono. Eye e I, occhio e io si pronunciano allo stesso modo.

Nonna. Occhio! Ma allora perché non me lo scrivi o non puoi scriverlo su sky?

Bruna. Caso mai Skype, che scrivere nel cielo non sarei capace.

Nonna. Allora non scriverci, ma parlaci e senti se lui, che è lo stesso che da noi, ti dice di venire qui indietro.

Bruna. Nell’altra metà del cielo?

Nonna. Anche nel millesimo… qui da noi, profu-gata.




permalink | inviato da steatrando il 22/1/2019 alle 7:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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