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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
14 marzo 2019
SOCIETA'
Clima rovente tra le generazioni

(sulle rive del Ticino)

Nonno. Ma Fiorenza, che roba fai qui, non sei andata a scuola? Avevi qualche compito in classe?

Nipote. Adesso si chiamano verifiche, nonno. Ma mi stimi proprio poco. Non ho voluto scavallare, ho scioperato. Non sai che c’è lo sciopero sul clima?

Nonno. Le inventate tutte per non lavorare. Ai miei tempi noi ce la facevano vedere, prima ancora che i professori, i nostri genitori.

Nipote. Ci provino, oggi.

Nonno. E poi per che cosa? Ho capito bene, per il clima? Non sei contenta che sembra già primavera, vedi che ci sono già piante in fiore, Fiorenza?

Nipote. Ma se me l’hai detto tu che il fiume è malato, e che è quasi in secca.

Nonna. Ogni tanti anni capita. Ma adesso che si sciolgono i ghiacci sulle Alpi…

Nipote. Si sono già sciolti, nonno. Non li leggi i giornali?

Nonno. Adesso non esagerare, li leggo i giornali e mi fanno arrabbiare. Anche il nostro sindaco si è adeguato alla moda, ha proibito anche i diesel euro 3. E io cosa ne faccio della mia macchina? Me la paga lui una elettrica?

Nipote. Ci sono gli incentivi, come per le fonti rinnovabili.

Nonna. Raccontabili… me la racconti bene con quelle robe lì. E poi come facciamo con l’elettricità, torniamo alla candela? Te sei giovane non sai neanche cosa vuol dire, lasciamelo dire a me.

Nipote. Guarda che ormai anche in Italia la metà della energia elettrica è data dalle rinnovabili.

Nonna. Ma quale? che io…

Nipote. Il sole e il vento…

Nonna. E di notte e quando non c’è il vento, come qui da noi?

Nipote. E poi c’è l’energia idroelettrica.

Nonno. Ecco, anche quella lì fa che abbassare il Ticino: sono loro che trattengono l’acqua.

Nipote. Scherzi, nonno. Lo dici per darmi contro. Ti ho sentito tante volte, anche quest’inverno che ti lamentavi che non pioveva e il fiume soffriva come mai prima.

Nonno. E te te la prendi solo con la siccità, non con la plastica, guarda qui quanta ne hanno lasciata quei vandali, che quando abbiamo fatto la “giornata del verde pulito” abbiamo riempito dieci sacchi in duecento metri di rive.

Nipote. Siamo sempre noi i responsabili.

Nonno. E le fabbriche, che hanno scaricato di tutto?

Nipote. E le città?

Nonno. Con i depuratori che non ci sono o non funzionano bene.

Nipote. E allora vedi che siamo d’accordo?

Nonno. Ma prima le altre cose che il riscaldamento, che sono più urgenti, non sai che non ci sono quasi più pesci? Praticamente adesso di pesci nostri non ce sono più, con l’acqua inquinata. L’inquinamento soprattutto è la prima cosa, che fa effetto è l’inquinamento perché praticamente il pesce non riesce più a riprodursi, perché i sassi sono tutti ricoperti di quella melma lì, che è anche roba… diciamo chimica che le uova non riescono… E poi sono subentrati le speci immigrate, che sarebbero il siluro, poi c’è anche l’aspio che è un altro pesce che non c’era prima, che è anche lui un predatore, oltretutto. Poi è arrivato il gambero rosso della Pennsylvania che anche lui mangia le uova dei pesci. Poi qualcuno ha liberato delle tartarughe d’acqua, che si sono riprodotte, e anche quelle lì sono dannose. Praticamente tutte le speci dannose si sono sviluppate perché sono più resistenti anche all’inquinamento.

Nipote. Me lo dici sempre. Ma tu ti preoccupi dell’oggi, io del domani.

Nonna. Se non mangi oggi non arrivi a domani.

Nipote. Oggi mangiamo troppo.

Nonna. Eccola lì la vegetariana. Non lo sai che sei nell’età dello sviluppo? Non hai sentito che cosa ti ha detto il dottore e come è preoccupata tua mamma?

Nipote. Non confondiamo le cose. Poi io sto bene, faccio anche sport.

Nonno. Ma un bel piatto di carne…

Nipote. Al massimo di pesce. Cos’hai lì, cosa hai preso oggi?

Nonno. Guarda che bella tinca, è uno dei pochi pesci nostri che ci sono ancora, ed è buona. Se mi prometti che la mangi ti invito a casa mia e te la cucino io.

Nipote. Va bene, tisinatt!

Nonno. Allora non mi chiami più tisin-matt?

Nipote. No, perché lo so che la pensi come me.

Nonna. Ma prima l’inquinamento…

Nipote. Che incominceremo a diluire combattendo la siccità… il riscaldamento.

Oggi  l’inquinamento

fa rima con il riscaldamento,

è ora del cambiamento.

Nonna. Sei una poetessa, Fiorenza.

Nipote. Non dirlo alla mia prof di italiano, però.

(caricano la bici in macchina e mentre stanno per partire incontrano una folla di studenti)

Nonna. Che cosa fanno tutti quei ragazzi? Non vanno a scuola?

Nipote. No sono tutti in sciopero per il clima.

Nonna. Il clima, e dove lo vedi il clima?

Nipote. Me l’ha detto tu prima: dove meglio che nel nostro fiume, inquinato, senza più pesci e in secca?

Nonna. Mi secca, ma forse hai ragione te. Questi giovani d’adesso… Ma se non c’eravamo noi che vi raccontavamo com’era prima?

Nipote. E come avete… hanno rovinato dopo?

 




permalink | inviato da steatrando il 14/3/2019 alle 15:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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