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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
11 ottobre 2019
politica estera
Dialogo del sultano e dell’ortolano
Sultano. Ehi tu, ortolano, li vendi cari i tuoi ortaggi, sono almeno buoni?

Ortolano. Li provi, sua eccellenza, e poi giudichi il mio prezzo.

Sultano. Sì, sono passabili, anche se troppo cari... Ma tu sei uno straniero, un extra-ottomano, lo capisco dal tuo accento.

Ortolano. No sono nato qui e la mia famiglia appartiene a questa terra da generazioni.

Sultano. Dovresti tornare al tuo paese, al di là del confine. Ne ho abbastanza di profughi.

Ortolano. Le ripeto che sono al mio paese, anche se ho parenti al di là di quello che avete tracciato come confine, chissà quando.

Sultano. Mi spiace dirlo, ma hai ragione. I tuoi compagni passano sempre la frontiera ma ora dico basta.

Ortolano. E la vuole passare anche lei, sultano?

Sultano. Non compete a te e a nessuno al mondo quello che decido nella mia terra.

Ortolano. E nella terra altrui?

Saltano. Basta. Piuttosto dicono che hai anche una figlia graziosa.

Ortolano.Sì, sultano, ma lei è emigrata.

Sultano.E perché mai, straccione?

Ortolano. Perché qui non c’era spazio per lei.

Sultano. Cos’è una principessa?

Ortolano. No lei è autonoma e non è al vostro servizio.

Sultano. Perché non la fai tornare per me, omuncolo?

Ortolano. Sultano, ma lei non è al vostro servizio.

Sultano. E perché mai, straccione?

Ortolano. Perché sono un uomo devoto ma non un servo; e la mia libertà mi permette di vendere i miei fichi, ma non mia figlia.

Sultano. E per quale legge non ti è permesso di vendere anche quel frutto al tuo sultano?

Ortolano. Per la legge di tutte le donne e di tutti gli uomini liberi; l'onore di mia figlia non è mio: appartiene a lei e non è una merce.

Sultano. Tu non sei dunque fedele al tuo sultano?

Ortolano. Fedelissimo nelle cose giuste, finché starete nei limiti.

Sultano. Ma se qualche guerrigliero facesse una cospirazione contro di me, e ti ordinasse di prendervi parte, non saresti così devoto da ubbidirgli?

Ortolano. Io? Niente affatto. Me ne guarderei bene.

Sultano. E perché rifiuteresti di obbedire ai tuoi compagni e parenti?

Ortolano. Perché ho giurato obbedienza a voi.

Sultano.Ne sono contento. Ma se per disgrazia le nazioni mi condannassero, mi saresti ancora fedele?

Ortolano. Eh, come potrei restarvi fedele, se voi non foste più rispettato?

Sultano. E il giuramento che mi hai fatto, che fine farebbe?

Ortolano. Quella dei miei fichi, che non vi servirebbero più. Non è forse vero, con tutto il rispetto, che se voi foste morto, non vi sarei più obbligato?

Sultano. Quest'ipotesi è incivile, se mi sanzionassero dovreste ribellarvi.

Ortolano. Ebbene, se veniste scacciato, è come se foste morto; perché avreste un successore. Sarebbe come se, non potendo più mangiare i miei fichi, voleste impedirmi di venderli ad altri.

Sultano. Ragioni da insolente; chi credi di essere?

Ortolano. Essere un buon marito, un buon padre, un buon vicino, un buon suddito e un buon ortolano. Non vado più in là, e spero che Dio mi userà misericordia.

Sultano. E credi che Dio userà misericordia anche a me, che sono il tuo governatore?

Ortolano. E come volete che lo sappia? Sta forse a me indovinare come Dio si comporta con i sultani? È una faccenda tra voi e lui, e io non me ne immischio certo. Tutto quel che penso è che, se voi siete un buon sultano come io sono un buon ortolano, Dio vi tratterà molto bene. Se invece distruggerete tutto quello che non vi piace nel vostro giardino e in quelli altrui, e considererete erbacce la metà dei vostri sudditi e dei vostri confinanti, Dio non avrà misericordia.

Sultano. Per Maometto! Questo idolatra è molto pericoloso. Guardie, arrestatelo.

Ortolano. Dio non abbia misericordia di voi, sultano.

(Liberamente tratto dal CATECHISMO DEL GIARDINIERE, ovvero DIALOGO DEL PASCIÀ TUCTAN E DEL GIARDINIERE KARPOS, di Voltaire)

 




permalink | inviato da steatrando il 11/10/2019 alle 7:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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