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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
3 novembre 2019
vita familiare
Fontane orali

(2 novembre)

Carla. Mamma siamo noi, siamo arrivati, sai per i morti.

Nonna. Ah quasi quasi credevo che eravate morti.

Carla. Ma non è oggi la loro giornata?

Nonna. Sì, hai ragione te, che ieri erano i Santi, ma voi…

Cristiano. Sarai ben santa te.

Nonna. Io no, ma adesso poi mi mettono in un archivio.

Cristiano. Ad ammuffire?

Nonna. No, indovina?

Carla. Non ti farai mica imbalsamare o donerai degli organi?

Nonna. No i miei non li vogliono più. Loro sono troppo vecchi.

Carla. Loro? Tu no?

Nonna. Guarda, me l’ha detto proprio ieri l’Andrea: l’intero è più della somma.

Cristiano. Adesso si mette a fare la filosofa…

Nonna. No la matematica ignorante. L’Andrea voleva dire che noi siamo più dei nostri organi. Magari non ci funzionano più le gambe, ma noi andiamo avanti con la carrozzella, la vista e noi mettiamo gli occhiali, la pressione e noi prendiamo le mentine. Almeno io ho capito così.

Cristiano. Allora cosa vai a fare in un archivio, le pulizie?

Nonna. No, la Bruna, mi sta registrando, così sulla mia vita, perché ha detto che in biblioteca stanno facendo un archivio delle fontane orali, pardon, delle fonti orali degli anziani della città.

Carla. Ah hai smesso di scrivere, non fai più la tua autobiografia?

Nonna. Sì, ma poi mi è venuto il dubbio. Scriviamo perché vogliamo vedere il nostro nome su un libro?

Cristiano. Ma che editore ti pubblicherebbe mai?

Nonna. Aggiornati, dinosauro, adesso puoi pubblicartelo da te medesimo, con pochi soldi e poche copie. Però, per rispondere alla Carla…

Carla. Sì, sbrigati, che dobbiamo decidere le visite ai cimiteri.

Nonna. Io da mia sorella sono già andata, se mi portate dal mio povero Angelo sono a posto.

Carla. Allora finisci il discorso, smemorata.

Nonna. Mi piace scrivere, che col computer fai presto anche a correggere, ma poi ti viene addosso anche la vergogna, a confronto dei veri scrittori o degli storici. Che cosa ti è mai venuto in mente di presentarti così con le tue piccole stupide scritture? Dimentichi, però, che c’è stato un tempo quando anche i grandi scrittori, prendiamo quelli passati, non avevano ancora pubblicato, che erano incerti e insicuri come te. Quando quei morti erano vivi. E se anche i nostri cari, quando erano vivi, ci lasciavano qualche cosa di scritto... Ma forse non erano abbastanza buoni o sicuri, a parte che tuo papà Carla, me ne ha scritto di lettere da militare. Ma allora potevano registrarli, anche solo audio. Ecco nelle biblioteche e negli archivi mancano delle cose: le nostre voci.

Cristiano. Adesso mi è diventata una letterata.

Nonna. No, niente del tutto. Tutti possono dire qualcosa, perché siamo unici, non solo nel DNA, me l’ha detto la Bruna, ma anche nel fisico, nel parlare e nella faccia, fino nel muoverci. Tant’è vero che la Bruna vuole farmi il video, così dice che poi quando sarò morta potrete ancora vedermi oltre che sentirmi.

Cristiano. Per carità ci basta sentirti e vederti adesso.

Nonna. Perché non ti fai registrare anche te?

Cristiano. Non saprei cosa dire.

Nonna. Anche delle cretinate, così poi ti sentiamo dopo che sei morto, senza che vieni a tirarci i piedi nel letto…

 




permalink | inviato da steatrando il 3/11/2019 alle 16:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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