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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
4 dicembre 2019
vita familiare
Aggiornamento

(a casa, pomeriggio)

Nonna. Ma Andrea, non sei venuto a mangiare a mezzogiorno e adesso sei già a casa?

Andrea. Non te l’avevo detto? oggi il mio capo mi ha mandato a un corso di aggiornamento.

Nonna. E hai già mangiato? Ti preparo qualcosa?

Andrea. Ti preoccupi sempre che non mangi. Non vedi che mi sta crescendo la pancetta?

Nonna. Al posto della Bruna.

Yvonne. Io non vedo panceta.

Andrea. Dovresti vedermi nudo.

Nonna. Basta che vai in giro come certe signorine del giorno d’oggi: con l’ombelico scoperto…

Andrea. Yvonne grazie, ma adesso vai pure a casa, ci sto io con la nonna.

Nonna. Non vai a buttarti giù un momentino?

Andrea. Oggi che non ho fatto niente, sono stato solo a sentire? Se vuoi ti racconto.

Yvonne. Anch’io sentire racconto.

Andrea. Se proprio insistete. Allora era una cosa per aziende più grandi della nostra. Non so perché mi hanno mandato. Sapete le aziende che hanno tanti dipendenti e l’HR (eic-ar)

Nonna. L’è ciar!

Andrea. Ma sai cosa vuol dire nonna? Human Resorces, risorse umane.

Nonna. Adesso ci pensano anche le aziende che i suoi dipendenti sono risorse.

Andrea. Brava, hai capito al volo.

Yvonne. Io no capito.

Andrea. Non so da voi, ma adesso qui, le aziende avanzate almeno, cercano il benessere dei dipendenti. Cercano di farle star bene sul lavoro, per esempio con lo smart-working.

Nonna. Non capito niente neanche io.

Andrea. Cioè lavorare da casa, oppure avere orari flessibili. Vai più tardi al lavoro, non so, perché devi portare tuo figlio a scuola, e allora ti fermi di più la sera.

Nonna. E chi lo va a prendere tuo figlio?

Yvonne. Io non potere lavoro da casa.

Nonna. E neanche a fare le corse…

Andrea. Non paragoniamo il lavoro casalingo a quello di una grande azienda.

Yvonne. Ma uno, una stare bene sul lavoro.

Nonna. Perché non stai bene qui da me, Yvonne?

Yvonne. Te sì, che sembra rubare paga, ma non con Bruna. Visto altra sera?

Andrea. Perché cos’è successo?

Nonna. No niente. Sai lei vuol fare sempre la professoressa. Sa tante cose ma delle volte, continuare a dirle, sembra che vuole essere…

Andrea. Essere cosa?

Yvonne. Lei tira.

Andrea. Se la tira? A me non sembra. Poi se lei ci insegna cose di biologia che noi non sappiamo, meglio, no? Così impariamo. Potrei fare lo stesso io con le cose di ingegneria o di fisica.

Nonna. Accontentati di mostrarci le cose di oggi.

Andrea. Be’ mi ha colpito il manager di una grande azienda che ha detto che stanno passando dal lavoro sul singolo al concetto di team… di squadra. Per esempio fanno dei testi sui dipendenti. Non sono tutti uguali, c’è chi è più rotondo e chi è più quadrato…

Nonna. E chi è magro?

Andrea. Non il quel senso nonna. C'è chi si lascia più scivolare addosso le cose, senza mai reagire e invece chi è più spigoloso. E non vanno bene nessuno dei due. Lui, il manager, diceva che bisogna rendere più reattivo il primo e smussare un po’ gli angoli al secondo, anche se chi è rotondo e chi è quadrato di natura non si possono cambiare del tutto.

Nonna. Hai capito Yvonne? arrotondati un po’, che ultimamente hai un po’ di spigoli.

Andrea. Ma poi c’è il lavoro di squadra. E lì è stata la cosa più interessante. Ha detto che per non sprecare i talenti bisogna creare il contesto adatto per tutti.

Yvonne. Io non contesto.

Nonna. No, non contestare, che noi siamo rotondi… abbastanza.

Andrea. No tu nonna, non proprio.

Nonna. Ma quando?

Andrea. Per esempio tutte le volte che vedi mio padre.

Nonna. Ma è lui che comincia. No, scusa, va' avanti.

Andrea. Cioè lui ha detto che bisogna stimolare la creatività e le passioni di ognuno, ma se uno è seduto in un ufficio a fare lo stesso lavoro per 8 ore al giorno, come fa? E allora bisogna creare gli spazi e i tempi giusti. Per esempio lui, nella sua azienda, non ha fatto gli uffici singoli ma uno spazio comune e al posto delle porte ha messo i vetri. Poi ha lasciato portare in azienda i figli, che non si sa dove lasciarli, magari durante le vacanze.

Nonna. Che furbi, così il dipendente non sta a casa.

Andrea. Be’ però non è da tutti. Sai quante aziende non concedono ancora l’home-working, il lavoro da casa?

Nonna. Che invece le casalinghe lo cambiavano subito se potevano.                     

Andrea. E poi coltivare le passioni di ognuno. Sai cosa sono Yvonne?

Yvonne. Amori clandestini.

Nonna. Guarda un po’ questa furbina, ha già imparato le parole difficili.

Yvonne. Clandestino prima parola che impariamo noi.

Andrea. No, lui il manager, non parlava di amori, ma, non so, di chi aveva la passione per la lettura e hanno organizzato una biblioteca in azienda, chi la passione per l’ambiente e hanno fatto un orto e un giardino nel cortile…

Nonna. Chi ha la passione per le donne, un letto in una stanza senza la porta a vetri…

Andrea. Possibile che tu butti tutto sul ridere, nonna? Le passioni bisogna alimentarle.

Nonna. Ma non clandestine…




permalink | inviato da steatrando il 4/12/2019 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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