.
Annunci online

steatrando



La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
9 dicembre 2019
vita familiare
Foche e sardine

(a casa domenica)

Carla. Mamma siamo noi, siamo arrivati.

Nonna. Ora era, pardon, era ora. Vi aspettavo domani, pardon, ieri.

Carla. Straparli? Mi devo preoccupare?

Nonna. Se ho straparlato tutta la vita, permetti che lo faccio un po’ di più adesso.

Carla. Comunque quel pazzo di Cristiano è stato invitato a fare sci-alpinismo con le pelli di foca.

Nonna. Povera bestia, pardon, bestie.

Cristiano. Sentila lì, la suocera. Guarda che sono sintetiche le pelli di foca e servono per risalire sulla neve senza scivolare, dopo che hai sciato. Se ti preoccupi degli animali, pensa alle sardine.

Nonna. Noi le chiamavamo saracche.

Cristiano. Ah sei qui inglesotta, ha fatto anche te la sardina in queste settimane?

Bruna. Sì in treno e nella metro. Sarà per la corsa agli acquisti natalizi ma si soffocava letteralmente.

Cristiano. Ma le sardine non respirano… cioè non respirano come noi.

Nonna. E neanche votano come voi.

Cristiano. Bisogna ancora vedere poi nel segreto dell’urna.

Nonna. E del gabinetto, pardon, della gabina elettorale. Aveva ragione Nenni quando diceva: “Piazze piene, urne vuote”.

Cristiano. Allora mi dai ragione anche te.

Nonna. No gliela davo a Nenni, sperando che aveva torto.

Carla. Lasciate stare animali e politici.

Nonna. Ma non i politici animali…

Bruna. Dai nonna, non fare pure tu la qualunquista.

Nonna. Anche le sardine dicono così, no?

Carla. La possiamo piantare?

Nonna. Che le piante sono più meglio degli animali.

Cristiano. Questa non l’ho capita proprio.

Nonna. Ma è chiaro come il sole: se c’erano più piante che animali, dico quelli di allevamento, non c’era questo effetto caldo.

Cristiano. Perché ti sembra faccia caldo in questi giorni? È già gelato.

Bruna. Non confondiamo…

Carla. Alt! Per favore. Chiedo a tutti di smorzare le polemiche.

Nonna. Smorziamo il clima. Sono d’accordo anch’io.

Carla. Prima di tutto come mai Bruna sei qui di domenica?

Bruna. È tornata mia mamma dall’Inghilterra. Mio nonno sta un pochino meglio. E passerà a casa fino alla fine dell’anno almeno. Così io posso dormire qui, se non disturbo.

Nonna. Te non mi turbi, pardon, disturbi un bel niente.

Carla. Visto che stai convivendo e dormi nel letto con Andrea... E le nozze?

Bruna. Chieda all’Andrea, signora, stiamo facendo le carte.

Carla. Adesso mi chiami signora?

Nonna. Che lei non è siura, pardon, ricca.

Carla. E, avete deciso per il Municipio?

Nonna. No lì hanno deciso quelli che sono andati a votare.

Carla. Mamma, ti prego! Riesci a stare dieci minuti zitta?

Nonna. Proprio dieci? Facciamo sette o otto…

Bruna. Sì, in municipio Carla. Ma se vogliamo sbrigarci è l’unico modo, visto che siamo di religioni diverse.
Cristiano. Perché te di che religione sei?

Bruna. Sono, come mia mamma, protestante.

Cristiano. Ferma lì suocera, non fare la solita battuta su chi protesta. E te contestatrice sei battezzata?

Bruna. Sì anche noi lo siamo.

Carla. Però non volete battezzare i figli.

Bruna. Non so neanche se li avremo.

Carla. Ah ve la volete spassare. Già i figli sono un peso. I giovani protestano ma non vogliono tribolare.

Bruna. No, non è quello. Ma possiamo non pensarci oggi?

Nonna. Finiti i minuti parlo io. Dato che loro voglio spazzare, bene la casa, che ci sono dentro anch’io, lasciamogli fare le robe che vogliono loro. Non è più importante che si vogliono bene e mi vogliono bene, piuttosto che dove si sposano e quando battezzano i  figli? Magari se ne hanno tanti, un po’ li fanno protestanti, un po’ cattolici, un po’ li lasciano decidere loro da grandi.

Carla. Sì ma poi dovrai avere un domicilio, Bruna. E lo metti qui?

Bruna. Sì potrei lasciare la residenza dai miei – ho appena rinnovato la carta d’identità - e portare il domicilio qui.

Carla. Volevo dire, precisina, poi vieni a stare sempre qui?

Nonna. Non vuole mica rompere il tetto coniugale…

Cristiano. Che poi magari piove dentro e tocca a noi pagare...

Carla. E dovremmo ridere?

Bruna. A dir la verità, farei come prima. Tornerei solo nei week-end. È troppo un disagio viaggiare. Penso di passare la settimana da una mia amica in un appartamentino a Milano.

Nonna. Per non stare schiacciata come una saracca, pardon, sardina.

Cristiano. E non è per caso un amico questa tua amica?

Bruna. No la conosce anche Andrea. La sua coinquilina, con il nuovo anno se ne va, così subentro io e l’aiuto con le spese.

Carla. E l’Andrea è d’accordo?

Nonna. Adesso quando che viene indietro da prendere il giornale ce lo chiedi a lui. Ma se è stato dei mesi con lei oltre la Manica, può stare cinque giorni alla settimana oltre il Ticino. No? Caso mai compera le pelli di sardina, pardon, di foca e qualche sera risale la pianura padana fino a Milano, lui.

 

 

 




permalink | inviato da steatrando il 9/12/2019 alle 12:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Rubriche
Link
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 1 volte