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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
25 marzo 2020
Opera di convincimento

(a casa)

Carla. E allora sei andata dalla ne… badante della nonna?

Andrea. Sì, tutto fatto.

Nonna. E come sta?

Andrea. No, per ora ancora bene.

Carla. Non sarai mica entrato in casa?

Andrea. Sì, ma con la maschera e i guanti poi lei era in cucina e io ho lasciato tutto all’entrata.

Carla. Allora potevi lasciare tutto sul pianerottolo suonando il campanello, anzi dandole la voce.

Nonna. Ma così gli ha dato la voce e ci ha parlato.

Carla. Quello lo aveva già fatto al telefono, no?

Andrea. Mi lasciate parlare? Sì le ho parlato e sta bene, certo si sente in prigione. Adesso non si può neppure fare all’aperto il footing.

Nonna. Perché prima non si faceva nel letto?

Andrea. Non so quello che vuoi dire, nonna. So che si sente sola e prigioniera.

Nonna. Vedi che se veniva qui con me. Te potevi stare col tuo uomo, Carla, e l’Andrea andare a lavorare.

Andrea. A proposito mamma, il mio capo mi darebbe un paio di giorni se vuoi che andiamo dal papà.

Carla. Ma sei capace di aiutarlo a fare le mascherine? se no…

Andrea. Non so, devo vedere il macchinario.

Carla. Non ti ha mandato le foto?

Andrea. Sì e le ho studiate, ma, come ti dicevo, devo vedere di persona. Però la nonna?

Nonna. To’ credevo che ero meno importante di una mascherina o di un macchinario.

Carla. Sì ha ragione la nonna.

Nonna. Grazie, cara.

Carla. Non possiamo andare su, chi la guarda mia mamma?

Nonna. Se volete mi guardo io, vado davanti a uno specchio.

Carla. Non fare la sciocca, mamma. Io non mi fido a lasciarti da sola.

Andrea. Sento la Vassi?

Nonna. No, l’ho già sentita io e non la lasciano venire, che sua sorella è ancora incinta e c’è la bambina a casa.

Andrea. Povera Vassi e ancor di più la Elena.

Nonna. Che il suo uomo non la lascia in pace, non come certi… Comunque andate pure. Se l’Andrea sta via un paio di giorni, da mangiare ce l’ho, magari me ne fai andare un po’ te, Carla, così poi io me lo scaldo.

Carla. Mamma, il problema non è il mangiare, ma il lasciarti sola. Hai novant’anni.

Nonna. Tra un po’ novantuno il primo maggio, se te lo ricordi.

Andrea. Quest’anno, nonna, non so se potrò farti regali.

Nonna. No, i regali sono coronati, io sono sempre stata contro, figurati adesso.

Carla. A te va sempre di scherzare, ma se cadi poi piangi.

Nonna. No, non piango te lo giuro. Facciamo così, domani o quando può l’Andrea, veniamo su al mattino, facciamo colazione, io mangio e vado sulla poltrona davanti alla tele, voi partite. Che magari arrivate per mezzogiorno e gli prepari te da mangiare a tuo marito, che la sua badante chissà cosa fa? Vi fermate lì il dopo mangiato e la sera. Che l’Andrea vede i macchinari. Poi la mattina dopo viene già indietro. Che io mi sono fatta scaldare la roba e mi sono guardata la roba scaldata della televisione, che adesso mandano tutta roba vecchia.

Carla. Sei anche tu vecchia, di cosa ti lamenti?

Nonna. Che è anche più meglio… dicevo alla tele.

Carla. No so, ci devo pensare.

Nonna. E non pensi al tuo maritino?

Carla. Sì, ma tornerei subito con Andrea subito il giorno dopo.

Nonna. Fai come ti piace a te, ma poi, se vedi che il tuo caro maritino c’ha bisogno, vedi te. Che io se scampo un giorno e una notte, poi posso farlo anche quando l’Andrea è a lavorare.

Andrea. Nonna, adesso la buriana della paglia da immettere nel digestore è finita. Anche i contadini hanno delle restrizioni. Per cui adesso anche da noi c’è un po’ di calma e il mio capo se mi ha dato due giorni, mi può darmene fino al week-end. Poi sabato o domenica torno a prenderti mamma. Così vedi papà, la casa.

Carla. Che chissà in che stato.

Nonna. Interessante… No, non la badante, l’idea dell’Andrea.

Carla. E già e la badante, se si ammala davvero?

Nonna. La sua o la mia?

Carla. Quale sua? La tua, la ne… la Ivana… Yvonne.

Nonna. Viva, evviva, evviva, fate così, avete la mia benedizione.

 




permalink | inviato da steatrando il 25/3/2020 alle 7:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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