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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
29 maggio 2020
vita familiare
Il magnano canzonato

(al telefono)

Bruna. Nonna e allora la canzone del magnano, che le mie colleghe l’aspettano?

Nonna. Aspetta e non mi dici niente di come ti ha risposto la Carla?

Bruna. No, tua figlia mi è parsa contenta se andiamo su da lei. Vorrà dire che le chiederò ufficialmente se mi concede la mano di suo figlio.

Nonna. E qualche altra roba no? Certo che i tempi sono ben cambiati. Prima erano i maschi che andavano dal papà della morosa, adesso sono le femmine che vanno da sua mamma.

Bruna. Ma così è contenta, la tranquillizziamo almeno da questo lato.

Nonna. Ma poi dovete ben farlo e magari fare anche qualche roba d’altro.

Bruna. L’amore?

Nonna. E il frutto dell’amore, bambina mia.

Bruna. Allora il magnano?

Nonna. Ma non mi dici neanche se gli è piaciuta la conta del magnano alle dottoresse.

Bruna. Sì, ti ringraziano e sono incuriosite per la canzone.

Nonna. Ma non dovevi dircelo che ero io, dovevi dire che eri te che la sapevi. E poi che roba è tutta questa curiosità? Lo vogliono anche loro uno che gli viene in casa? Guarda però, che se va a finire come la canzone, non va mica bene.

Bruna. Allora hai finito di farti pregare?

Nonna. No, cioè sì, eccotela qui, ma te la leggo perché io cantare… e come mi è venuta in mente neh, e mezza in dialetto, chi è buona di capire capisce:

Done done

gh’è chì ‘l magnano

gh’è chì ‘l magnano

che gh’à vöia de lavurà.

E se gh’avì quaicos

quaicos de fà giüstà

o don gh’ì chì ‘l magnan

che ‘l gh’à vöia de lavurà.

Salta föra

d’una spusota

con in man la pignata rota.

E se me la giüstì

giüstì de galantom

e mi ve pagherìa

de nascost del mè om.

E ‘l marito

di dietro all’uscio

e ‘l gh’aveva sentito tuto.


E ‘l salta fö cul

matarello in man

e pim e pum e pam

sü la crapa del magnan.

E ‘l magnano

tutto ferito

non ha mosso neppure un dito.

Sensa ciamà ‘l dutur

dutur né avucat

a s’è stagnà la crapa

al post dei pignat.

Bruna. Un po’ violenta, ma carina.

Nonna. Fai anche te la carina, prima di dover stagnarti la crapa… che gli uomini… loro, appena possono, sbottonano la braghetta, ma se hanno solo un sospetto…




permalink | inviato da steatrando il 29/5/2020 alle 9:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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