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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
31 luglio 2020
vita familiare
Asini

(al telefono)

Bruna. Nonna, come va?

Nonna. Il solito e te?

Bruna. Riguardati e metti sempre la mascherina che ho saputo appena oggi che è morta la mia vicina per il Covid-19.

Nonna. E io la conoscevo? E quanti anni è che aveva?

Bruna. Non so se la conoscevi, ma avrà avuto una sessantina di anni.

Nonna. Oh signore, che giovane. E come è che avrà fatto per prendere il coso… il virus?

Bruna. No so ma faceva la bottegaia.

Nonna. Allora la conoscevo, è mica l’Erminia?

Bruna. Non so come si chiamasse. Comunque vedi che c’è ancora pericolo. Bisogna stare attente, non si deve abbassare la guardia.

Nonna. E me lo dici a me, ditevelo a voi stessi, che col fatto che siete giovani andate in giro a Betlemme e Terra Santa.

Bruna. Betlemme e Terra Santa? Come mai dici così?

Nonna. Oh Signore, ma lo dicevano una volta per dire che uno girava dappertutto, forse come la Madonna e San Giuseppe che non hanno trovato alloggio.

Bruna. Comunque nonna non volevo renderti triste, anzi. Non hai qualche bella storiella di una volta?

Nonna. Ah io sono quella a comando? Pronti via.

Bruna. No, non adesso. Pensaci o inventala, poi ci sentiamo. Ciao e mi raccomando.

Nonna. No, dov’è che vai? Oggi sei proprio fortunata: ho appena messo giù una conta per la Yvonne, di un contadino che però era un po’ un asino.

Bruna. Bene, sapevo che avrei trovato una fonte inesauribile in te. Ma adesso inventi favole anche contro i contadini?

Nonna. Io invento un bel niente, erano i vecchi, anzi magari i vecchi dei vecchi. E qualcheduno dei contadini sarà stata un po’ scemo anche lui, no?

Bruna. Allora racconta.

Nonna. Allora c’era questo contadino che c'aveva un asino.

Bruna. Come lo chiamiamo?

Nonna. Chiamalo te, che io non lo so, la storia non lo dice. Posso andare avanti o continui a interrompermi che poi perdo il filo?

Bruna. Ma non l’hai scritta? Comunque taccio per sempre.

Nonna. Adesso non esagerare. Allora questo qui, il suo asino lo voleva vendere. Allora va al mercato, ma i mercanti sono furbi e sono sempre pronti a fregarti. Due di quelli lì che trafficavano nel bestiame si sono subito accorti che lui era un po’ un… un buon uomo. Allora che cos’è che hanno fatto? Faccio un passo indietro, lui gli aveva chiesto a uno di quei due dove si poteva andare a pisciare e lui gli ha fatto vedere un posto un po’ lontano e gli ha detto che gli teneva l’asino. Ma intanto che lui andava gliel’hanno portato via e uno dei due ha messo su la cavezza – sai che roba è la cavezza? -. Quando il contadino è venuto indietro gli hanno dato d’intendere che il suo asino era stata maleficato e adesso era tornato uomo, dopo che aveva finito la pena. Allora lui, poverino, cosa fa? Mica può prendere l’uomo. Allora torna a casa senza asino. Ma sua moglie, che sapeva che era un po’ un ignorantone non ci crede alla storia e lo rimanda subito indietro al mercato a riprendere il suo asino. Lui va e incontra ancora il mercante ladro che è lì con l’asino alla cavezza che cerca di venderlo. Allora lui gli chiede spiegazione. E quello là gli dice che l’uomo era stato castigato di nuovo e per dieci anni restava un asino. Allora il contadino lo compera ancora e torna a casa. Era andato per vendere l’asino e viene indietro col suo asino che ha pagato. Non ti dico che roba gli dice dietro la sua donna.

Bruna. Carina, ma povero contadino come viene dipinto.

Nonna. Ma lì, se sei stata attenta si prende in giro chi crede alla magia, alle fandonie. Sicuro lui era un po’ un asino, e gli asini sai che se ne approfittano tutti.

Bruna. Però perché simboleggiare con questo bell’animale l’ignoranza, la stoltezza?

Nonna. Chi è che volevi che mettevano: il bue, che fa lo schiavo senza mai rivoltarsi o magari il lupo, che è cattivo ma lo fregano anche lui?

Bruna. Sempre dei poveri animali…

Nonna. Allora c’è quel Trump, cattivo ma… o forse di più chi lo vota.




permalink | inviato da steatrando il 31/7/2020 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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