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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
18 ottobre 2020
vita familiare
La morice

(domenica mattina a casa)

Bruna. Nonna ti sei alzata dopo di me oggi, come mai?

Nonna. Sei te che sei venuta su prima di me, come mai?

Bruna. Be’ io perché vado a fare un salto da mio papà, gli cucino qualcosa almeno oggi.

Nonna. E viene anche l’Andrea?

Bruna. Non so. Se vuole. Ma no, non può ti lascerebbe a casa da sola.

Nonna. Ma no andate tutti e due, tanto io mi arrangio.

Bruna. Ho io la soluzione. Vieni anche tu. Sono sempre io ospite da voi, diventa tu ospite da noi per una volta.

Nonna. Ma quasi quasi, però non è che stavo troppo bene.

Bruna. Quando non stavi bene?

Nonna. No anche adesso, che ho fatto la notte del gallo.

Bruna. Cos’è?

Nonna. Ma che non dormivo e mi svegliavo, che poi mi sono addormentata ancora, ecco perché sono venuta su tardi.

Bruna. Be’ capita a tutti, anzi sai quante volte a me, se non ci fosse il lavoro dormirei fino a mezzogiorno.

Nonna. A me invece, da quando sono venuta un po’ vecchia, mi viene da svegliarmi presto, anche le cinque o le sei, che sto lì nel letto avvitolarmi per non svegliare gli altri.

Bruna. Hai avuto qualche incubo forse?

Nonna. No, è che ieri sera ha cantato un sacco di volte la morice.

Bruna. L’amor…?

Nonna. L’amore non so se canta o fa cantare, ma io parlavo della morice. Possibile che non l’hai sentita? Avrà fatto il suo verso almeno quattro o cinque volte.

Bruna. No, io non ho sentito niente e neppure Andrea mi pare, se no me l’avrebbe detto.

Nonna. Allora è vero.

Bruna. Vero cosa?

Nonna. No, ci credeva mia nonna, sai i vecchi, diceva che quando canta la morice e la senti solo te vuol dire che ti chiama.

Bruna. A parte che non ho ancora capito chi è questa morice, ma dove ti chiama?

Nonna. Ma possibile… in italiano com’è che si dice: la civile, no la civetta, ecco la civetta…

Bruna. E dove vuole che vai?

Nonna. Ma lo sai è un uccello della notte, ti dice che stai per andare nella notte.

Bruna. Della vita?

Nonna. O della morte!

Bruna. Dai sono solo superstizioni: cosa vuoi che sappia un uccello notturno della tua vita?

Nonna. E della tua morte?

Bruna. Mi meravigli nonna, una come te che ha ancora queste credenze.

Nonna. No, era mia nonna.

Bruna. Però non ci hai dormito.

Nonna. Va bene, facciamo così, per non stare a casa da sola portatemi a mangiare da tuo papà… che magari è l’ultima volta che lo vedo.




permalink | inviato da steatrando il 18/10/2020 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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