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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
20 aprile 2021
vita familiare
Amarezze

(a casa domenica mattina)

Bruna. Buongiorno nonna.

Nonna. Ah sei qui, non vi avevo sentiti arrivare ieri sera.

Bruna. Figuriamoci.

Nonna. E già, adesso che sei sposata, non puoi abbandonare il tetto coniugale per troppo.

Bruna. Chissà che tua figlia e tuo genero non ce lo facciano abbandonare questo tetto.

Nonna. Senti un po’, se non l’hai fatto adesso che sei convivente…

Bruna. Non si sa mai.

Nonna. E te fatti mettere incinta. Sul lavoro dici che hai una gravidanza colposa…

Bruna. Forse volevi dire morbosa.

Nonna. Sì, va bene come dici te, ma anche colposa nel senso che non la vuoi ma magari, uso la parola magari, viene lo stesso. E lo diciamo anche ai miei e voglio proprio vedere se cacciano il suo primo, anzi la sua prima nipotina.

Bruna. Comunque tu come stai?

Nonna. Io bene e te perché tieni su la mascherina che devi fare colazione?

Bruna. Va bene la tolgo ma manteniamo le distanze.

Nonna. Come sei venuta fredda e distaccata!

Bruna. No, nonnina, ti abbraccerei e ti bacerai, ma è per il Covid.

Nonna. Ma non sei vaccinata?

Bruna. Con la prima dose, e ti ricordi che ti ho detto che possiamo essere portatori sani, serbatoi di virus.

Nonna. Allora non dovevi neanche venire. Ah già ma allora anche l’Andrea che ce l’ho sempre qui tra i piedi e poi l’abbandono del tetto e delle… tette, guai a mai!

Bruna. E cosa stai preparando di bello?

Nonna. Una tiziana.

Bruna. Una tisana?

Nonna. Sì scusa, è da quando l’Andrea era piccolo che la chiamava così e qui in casa diciamo sempre così, che adesso lo dice anche la Yvonne.

Bruna. Lessico familiare.

Nonna. Che malattia è? È ereditaria?

Bruna. Sì lo è, ma è benigna, non fa male.

Nonna. Comunque sai che ero stitica. Be’ adesso sembra, dico sembra e dico anche magari, sono guarita, perché avevo mandato la Yvonne in erboristeria e prendere delle erbe purgative che io le pastiglie no eh! E la prima volta gli hanno dato una così così leggera, così leggera che non faceva niente. Allora gli ho scritto io la ricetta che era quella di mia nonna, con il cardo, il carciofo, la bardana e il dente di leone, che poi quella dottoressa là ci ha voluto mettere anche un po’ di rabarbaro e liquirizia, se non diceva che non si poteva bere

Bruna. E ha funzionato?

Nonna. Per adesso sì. Solo che ho procurato delle amarezze anche alla Yvonne e all’Andrea.

Bruna. Non ci credo proprio tu, così dolce.

Nonna. Io, ma che roba ti viene in mente? No, proprio amarezze e tutti i giorni, e a loro.

Bruna. Cosa può essere? non riesco a immaginarmelo.

Nonna. Non lo so bene neanch’io. Vuoi che te le faccio anche a te?

Bruna. Cosa mi puoi dare di così amaro: cacciarmi di qui, dirmi che Andrea mi ha tradito, che non mi vuoi più bene?

Nonna. No, che roba vai a pensare? farti assaggiare la tiziana, fa bene per il fegato.

Bruna. Va bene la proverò.

Nonna. Guarda che è amarissima.

Bruna. Se la beve Andrea.

Nonna. Ma lui è un maschio.

Bruna. Perché cosa c’entra? Tu non la bevi e non sei una donna?

Nonna. Sì, ma te sei magari sei incinta…

Bruna. No, stai tranquilla, non voglio rischiare.

Nonna. Che amarezza!




permalink | inviato da steatrando il 20/4/2021 alle 8:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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