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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
19 aprile 2018
vita familiare
Ridere

(martedì a casa)

Andrea. Nonna oggi ti ho preso “Buone Notizie”, ma prima che tu faccia una battuta scontata ti faccio vedere: è il supplemento del Corriere. E guarda questo articolo…

Nonna. È un buon articolo?

Andrea. Sì, direi proprio di sì, eppure è di un comico, sai del trio Aldo, Giovanni e Giacomo?

Nonna. Guarda che per far ridere bisogna essere intelligenti.

Bruna. Sono d’accordo, e tu sei l’esempio vivente. Però delle volte scadi nell’ironia più sarcastica e non ti limiti a un più bonario umorismo.

Nonna. Sono scaduta o scadente? E mi spieghi la differenza?

Bruna. Be’, più o meno… forse… l’ironia è ridere degli altri, mentre umorismo è ridere con gli altri.

Nonna. Perché io, se mai faccio ridere, non ridete anche voi?

Bruna. Sì, ma per esempio tuo genero, a volte, per non dire spesso, lo massacri.

Nonna. Ah lo difendi proprio te? E poi è lui che mi vuole prendere in giro, invece quando lo prendo io lui a volte, per non dire spesso, non se ne accorge.

Andrea. Sì però è sempre mio papà e vivi a casa sua. Un po’ di rispetto a volte…

Bruna. Per non dire spesso…

Nonna. Ma proprio te Andrea, che se non continuavo a prenderti in giro… ti ha fatto svegliare o no? Ti ha fatto bene o no?

Andrea. Sì, ma perché io ti conosco e ti voglio bene… so che lo fai per il mio bene, ma un estraneo.

Nonna. E tuo papà non è mica un estraneo, quindi lofaccio per il suo bene.

Bruna. Ecco che ricominci. Ma da dove deriva questa tua verve?

Nonna. Il verme, se ce l’ho, l’ho preso da quello che bevo o mangio, sono vecchia ma mica credo ancora che ce li abbiamo dentro dalla nascita, come i nostri vecchi.

Bruna. Però ci colonizzano, soprattutto nell’intestino, milioni di batteri fin dal parto. Almeno se è naturale, che col cesareo… Ricordi la mia ricerca?

Nonna. E poi l’hai ben… partorita?

Bruna. No, lo sapresti, non ancora.

Nonna. È ancora in… attesa? Sbrigati prima di attendere qual… cun’altro.

Bruna. Vedi tu, non so se consciamente o no, equivochi le parole, ma da questo scambio dall’italiano orecchiato tiri fuori effetti scoppiettanti.

Nonna. Grazie prof.

Bruna. Adesso non prendere in giro anche me.

Nonna. O tutti o nessuno, e poi non sei una prof?

Bruna. Ma non in casa e di fronte a te.

Nonna. Perché sono una preside?

Andrea. In un certo sì, presiedi la casa e la nostra famiglia.

Nonna. Grazie sudista… sudatore… suddito.

Bruna. Non suddito, ma cittadino, diceva uno slogan.

Nonna. Del PCI prima della slogatura.

Bruna. Come slogatura?

Nonna. Che non si muove più bene, che gli fa male dappertutto. E poi mica devo avere sempre la battuta pronta, neh!

Bruna. No le tue battute dal vivo sono un collage di modi di dire e di proverbi, che sforni con una rapidità impensabile alla tua età e con…

Nonna. La mia istruzione…

Bruna. Non volevo dire questo.

Nonna. Pero, io, a parte che ho sempre letto, poi ho fatto le serali da grande, ho avuto una figlia che ha fatto le magistrali, un nipote che ha fatto il liceo e dovevo ben andargli dietro un po’. Poi adesso mi trovo in casa una scienziata. Volete mettere?

Bruna. Una scienziata che non ha ancora partorito niente. E adesso non fare la battuta ovvia su un figlio, io intendevo una ricerca.

Nonna. Io invece, che ho partorito – lo giuro –, se vado a cercare la battuta non mi viene. E non credere che io equivoci apposta. No, tra la sordità e l’ignoranza…

Andrea. Ma se hai appena detto che ti sei fatta da sola… una cultura.

Nonna. Sì ma fammi mettere giù una lettera in bell’italiano o fare un discorso davanti a un pubblico, poi vedi che figura che faccio.

Bruna. Ecco forse la tua è piuttosto un’ironia che, come un grimaldello, scardina l’ignoranza, la sicurezza di sé, il maschilismo, il razzismo.

Nonna. Oh addirittura? Ti devo far su un monumento,Bruna.

Bruna. Ma non smettere di prendermi in giro, se e quandolo merito.

Nonna. Anche te, quando e se lo merito io.

Andrea.Smettetela di incensarvi a vicenda voi due.

Nonna. Che il cherichetto era lui.

Andrea Ah domani sempre col Corriere regalano un libro distoria italiana di Montanelli. Te lo prendo nonna?

Nonna. Montanelli? No grazie. Tutto il contrario della vera storia: di parte, in parte copiato e romanzato.

Bruna. Sei impietosa, nonna.

Andrea. La grande storica ha emesso il suo giudizio stroncante, come al solito.

Nonna. Non è il mio. L’ho sentito dire dal nostro prof di storia alle “150 ore” quando uno di noi corsisti adulti l’aveva portato in classe.

Andrea. Guarda che a volte i romanzi dicono la verità meglio dei libri degli storici.

Nonna. Non farmi ridere.

Andrea. No, guarda adesso anche Panza…

Nonna. Non farmi… piangere.




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16 aprile 2018
vita familiare
Tre per due

 (al telefono)

Carla. Pronto Andrea, e allora?

Andrea. Come va? Va bene.

Carla. E le carte?

Andrea. Quali carte?

Carla. Ma per il matrimonio…

Andrea. Mamma oggi è lunedì, vedremo in settimana.

Carla. E lei… la tua bella?

Andrea. Ha ricominciato anche lei a lavorate. Non vorrai che mandi la nonna, che lei sarebbe capace. Hai letto che gli scienziati hanno scoperto che il cervello non invecchia. Credevano che dopo una certa età non venissero sviluppati nuovi neuroni invece hanno scoperto che si possono sviluppare nuove cellule cerebrali per tutta la vita. Ma potevano chiedere a noi e gli portavamo un esperimento vivente, una prova inconfutabile che l’età non fa perdere i colpi, anzi.

Carla. Perché mia mamma ne ha combinata un’altra delle sue?

Andrea. Una sola? Adesso ti racconto. Si è voluta far portare ancora al supermercato qui vicino e ha subito litigato, ma lì aveva ragione, con una signora che voleva lasciare far fare la pipì al suo cagnolino contro la ruota della nostra macchina appena siamo scesi.

Carla. E com’è andata a finire?

Andrea. Che quella signora… signora voleva picchiarla. Meno male che la nonna le ha subito chiesto le generalità per una denuncia. Vedi che è pratica di carte?

Carla. Va bene, però, anche se avevate ragione è sempre meglio evitare le risse. A parte la pressione che chissà come le è andata su, ma se la facevano cadere, anche avere poi un risarcimento, se la mandavano all’ospedale, se non peggio?

Andrea. Sì, ma come fai a trattenerla? Ha litigato poi anche con una cassiera, che – anche lì – voleva farle prendere il terzo prodotto per due che ne avevamo comprati perché c’era l’offerta del 3 x 2.

Carla. Come, che non ho capito?

Andrea. Sai che lei è sempre contraria a queste offerte che dice che poi buttiamo la roba. E su quel prodotto c’era appunto il 3 x 2 ma lei ha preso solo due confezioni e hanno detto che non si poteva… Insomma glieli ha lasciati giù e gli ha chiesto nome e cognome che poi farà – così gli ha detto – una lettera di protesta alla direzione.

Carla. Non lasciargliela fare per favore.

Andrea. No, ci ha pensato anche lei, che la cassiera è sempre una dipendente, magari sfruttata che non la lasciano neppure andare a far la pipì…

Carla. Cosa vai a pensare, Andrea?

Andrea. No, è quello che ha detto la nonna.

Carla. E c’è ancora qualcosa che devo sapere?

Andrea. Adesso sta facendo - e al computer, neh! - l’elenco di tutti gli stupidi che ha incontrato nella sua vita.

Carla. È stupida?

Andrea. Penso proprio di no, ma le ho fatto leggere quel libricino di Carlo Cipolla sulle “leggi fondamentali della stupidità umana” e si è entusiasmata e ha detto che doveva interpretare gli incontri della sua vita con quella prospettiva lì.

Carla. Non è che avrà messo nell’elenco anche noi tre Brunelli?

Andrea. Temo che almeno 2 x 3…

 





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10 aprile 2018
vita familiare
Schermaglia

(a letto)

Andrea. Allora le abbiamo messi nel sacco i miei?

Bruna. Non sarei così sicura. Mi aspetto dei colpi di coda.

Andrea. E i tuoi, siamo così sicuri che non abbiano obiezioni?

Bruna. Forse non hanno soldi non obiezioni, per noi.

Andrea. E in questi giorni che sei stata da loro?

Bruna. Be’, dopo tutta la nostra convivenza, mi hanno viziato, ma hanno capito, credo, che me ne devo andare da loro.

Andrea. Non sono gelosi?

Bruna. Quello lo sono io, non so se l’hai capito?

Andrea. Tu? No, non mi ero mai accorto. Ma soprattutto non ti ne ho dato mai l’occasione.

Bruna. Be’ su quello sospenderei il giudizio. Se trovassi per caso, faccio un ipotesi, una ragazza bella, piacevole e intelligente. Magari anche nera, che immagini ti possa  promettere un nirvana, un mondo da scoprire… cose appetitose e doti nascoste?

Andrea. Una lolita nera? No assolutamente! Ma ragiona. Pensa solo alla prima sera che sei tornata… sai che io non ho poi quella resistenza, ma quella sera che roba, eh? Lo riconosci?

Bruna. Hai bisogno che te lo dica, narcisino? Ecco che rispunta il mito maschile della prestazione. Eri tu, uso il passato, che dicevi “quant'è che non lo facciamo?”, che preferivi la quantità alla qualità.

Andrea. No, cosa dici? Io non intendevo quello, ma che se andassi a… impollinare ogni fiore… sarei poi scarso per il mio nido.

Bruna. Guarda che le api portano a casa il polline, se vuoi usare la metafora.

Andrea. Io non mi disperdo, mi concentro. Poi il sesso per te apre gli occhi o acceca?

Bruna. Non capisco cosa vuoi dire.

Andrea. Chi ama conosce di più o di meno rispetto a chi non ama?

Bruna. Be’ è ovvio.

Andrea. Non tanto, specie se intendi conosce meglio, conosce sempre di più. Poi per me, specie l’ultima volta la nostra…

Bruna. Non dire scopata.

Andrea. Uso il maschile: il nostro amplesso è stato come una sorta di ricerca del sublime.

Bruna. Ho trovato un mio poeta filosofo, che scoperta!

Andrea. Non prendermi in giro.

Bruna. (baciandolo in fronte). No, dico sul serio, testina.

Andrea. Se posso continuare...

Bruna. Sì, ti prego, io mi apro tutta… al tuo ragionamento.

Andrea. Il sesso…

Bruna. Resti sempre al maschile…

Andrea. La passione… se è vera e non solo eccitazione – femminile - è come dire anche altruismo egositico.

Bruna. O egoismo altruistico…

Andrea. Mi smonti così, prendendomi per il culo.

Bruna. Se vuoi ti prendo veramente, non metaforicamente. Ma no seguivo il tuo pensiero che mi trova d’accordissimo. Sono felice di essere tornata a casa…

Andrea. Bene, questa allora la riconosci come casa tua. E di essere tornata a letto con me?

Bruna. Ma il tuo è desiderio di sesso o desiderio di una persona? Come voglia di piacere o di relazione?

Andrea. Come fai ad avere questi dubbi, con quello che ti ho appena detto?

Bruna. Ma è chiaro: chi è bello e ci sa fare, ha successo, con tutto quello che comporta. Parlo del sesso maschile.

Andrea. Ah non per quello femminile?

Bruna. No, perché le donne capiscono che, ora, non al tempo della nonna,  sesso e amore non sono per forza legati e che il maschio non ha sempre voglia di costruire il futuro.

Andrea. Ma se sono io che ti ho chiesto di sposarci, ti ho tirato in casa, convivo con te da anni. O tutto questo non conta niente?

Bruna. Col mio consenso, o no? O sono solo una che, sopraffatta dall’attrazione fisica, cerco, solo per questo, di fare diventare il mio un rapporto stabile?

Andrea. Perché non chiudiamo questa discussione e abbiamo un rapporto, per vedere se sono stabile o… o…

Bruna. Precoce?




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8 aprile 2018
vita familiare
C’ho famiglia

(domenica a casa)

Carla. Mamma, non adesso noi andiamo, mi raccomando.

Nonna. Mi raccomando io a voi.

Cristiano. A noi? E perché?

Nonna. Ma per la macchina.

Cristiano. Sei una iettatrice, lo sai?

Nonna. Non si sa mai, rischi più te che sei giovane col traffico che me che sono vecchia in casa.

Carla. E se cadi?

Nonna. Sei una seccatrice, lo sai?

Carla. Comunque ieri i ragazzi hanno fatto i furbetti. Ci ho pensato ‘stanotte...

Cristiano. Vedrai che non riescono a sposarsi e poi ridiamo.

Nonna. Perché per te è tanto più peggio tanto più meglio?

Carla. Mamma! No io, vista la situazione e l’ostinazione, che mettano la testa a posto

Cristiano. Magari per farla a noi si lasciano.

Nonna. Allora credo proprio di no.

Carla. Rassegniamoci Cristiano.

Nonna. Te ti sei rassegnata da tanto…

Cristiano. Ma nel loro balletto per svicolare dalle condizioni non gli abbiamo detto che i soldi per il matrimonio se li trovano da soli.

Carla. Se lo fanno civile…

Nonna. Sarete così incivili da neanche venire giù quel giorno lì.

Carla. Vedremo…

Nonna. I suoi genitori di lei?

Cristiano. Comunque ‘sta mattina cosa aspettano ad alzarsi, non lo sanno che dobbiamo partire prima di mangiare?

Nonna. Sono venuti su presto, ma sono andati a fare un giro e mangiano fuori.

Cristiano. È in malattia e va in giro?

Nonna. Ma se siamo di domenica…

Cristiano. Cosa c’entra? Se stai male che non puoi andare a lavorare, neanche puoi andare in giro. Dove sono i medici che controllano?

Nonna. Comunque, caro cittadino perbene, la Bruna, anche se aveva ancora una settimana, ha telefonato che domani va a scuola, che ha una quinta e l’esame.

Carla. E allora hai avvisato la nera per domani mattina?

Nonna. Sì, sicuro, se aspettiamo voi. Noi siamo organizzati qui, mica come certi posti.

Carla. Possibile che tu, mamma li difendi sempre. Io, mi ricordo bene, non eri sempre dalla mia parte, anzi.

Nonna. Anch’io. I miei genitori preferivano sempre mia sorella, che era più grande, ma li perdono. Loro non avevano avuto le opportunità che ho avuto io, con la miseria e i padroni che avevano. E poi loro sono passati dalla speranza del socialismo al fascismo per vent’anni. Io almeno da ragazza l’ho scampato.

Cristiano. Che eri comunista lo sapevamo, ma adesso anche ambientalista. Alla tua età cosa credi di fare, cambiare il mondo?

Carla. In questo ha ragione Cristiano, il tuo sembra un capriccio per assecondare questa Bruna e farti fare compagnia.

Nonna. A parte che non sono seconda in queste cose, le sapevo già anche prima. Poi io se proprio vuoi saperlo ce l’ho con la Bruna per il bene dell’Andrea, non con l’Andrea per il bene della Bruna. Non l’avete ancora capito?

Cristiano. Magari era meglio con la sua prima morosa, quella… quella… aiutatemi.

Nonna. No l’hai già aiutata te fin troppo. Certo che avere un suo bambino… speriamo in uno adesso che si sposano.

Carla. Quello non so, perché se una cosa l’ho capita, è che lei non vuole restare incinta, non per le operazioni e le radiazioni, ma perché non li vuole i figli, almeno fino a che non realizza una sua carriera. Ecco il pericolo per la famiglia.

Nonna. Non mi sembri neanche una donna studiata. Ma una come lei, e anche una come te, non meritavate di fare carriera, di fare quello che avevate studiato di fare?

Carla. Lei insegna, se avessi potuto farlo io.

Nonna. Te potevi se volevi.

Carla. E l’Andrea?

Nonna. E il marito dirigente di fabbrica… e fare la signora?

Carla. Che signora? io mi sono sacrificata per la famiglia.

Nonna. Quella andava avanti lo stesso e adesso avevi la tua bella pensione e indipendenza.

Cristiano. Andiamo che tua mamma vuole avere sempre l’ultima parola. Alla sua età ci sarebbe da meravigliarsi, ma con lei ormai niente mi sorprende.

Nonna. Grazie genero, e sai perché? Perché forse sono un po’… sorprendente.




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7 aprile 2018
vita familiare
Venti di pace

(sabato a casa)

Carla. Mamma siamo noi e speriamo che ci siano anche gli altri.

Nonna. Noi ci siamo, altri… menti vi arrabbiavate.

Cristiano. Una volta che mia suocera è di parola.

Nonna. Perdonami se ho sgarrato e non puoi criticarmi. Allora prima mangiamo e poi parliamo, o prima parliamo e, se non ci è scappata la voglia, poi mangiamo?

Bruna. Buongiorno a tutti e due. No, nonna, facciamo pure subito.

Cristiano. Io avrei però una certa fame. ‘Sta mattina c’era un venticello su al lago e invece qui niente. Me lo spieghi scienzatella?

Nonna. Parliamo del tempo che è meglio.

Bruna. No problem. Semplificando si può dire che il vento è generato da differenze di temperatura tra due zone e dalla rotazione terrestre. Inoltre è prodotto dalle differenze di pressione atmosferica che spingono l’aria da zone ad alta pressione a zone a bassa pressione.

Cristiano. La scoperta dell’acqua calda…

Bruna. No direi dell’acqua fredda. ‘Sta mattina probabilmente sulla superficie del lago l’aria era più fredda, quindi più pesante, per il noto fenomeno dell’inerzia termica dell’acqua.

Nonna. Sei un fenomeno Bruna…

Bruna. Mentre la terra, scaldatasi più rapidamente dal primo sole del mattino ha generato aria più calda che, essendo più leggera, è salita e ha prodotto una corrente d’aria verso terra. Era così che tirava il vento?

Cristiano. Che ne so, so che faceva freddo.

Nonna. Stai attento, senatur, che i voti non li danno solo gli elettori ma anche i professori.

Cristiano. Cos’è che farfugli suocera? Comunque questa non la sapevo: aria calda più pesante di quella fredda, ma è sempre aria.

Carla. No è vero. Ma non perdiamoci a parlare del clima che abbiamo cose ben più importanti da discutere.

Nonna. Il clima è una cosa importante, neh. Guarda questa primavera che è appena arrivata adesso, e speriamo che dura.

Bruna. Ma non è finita…

Nonna. Speriamo…

Bruna. L’aria non si sposta direttamente da un punto all’altro… ma subisce una deviazione dovuta alla rotazione terrestre, che tende a spostarla verso destra nell’emisfero settentrionale.

Nonna. Ormai tra America e in Europa…

Bruna. E verso sinistra in quello meridionale…

Nonna. Meno male che almeno i paesi poveri.

Bruna. E non è finita ancora…

Carla. No, adesso finiamola per favore.

Nonna. Ma solo quando che comincia l’estate…

Bruna. Chiudo in un minutino: a causa dell’attrito con la superficie terrestre, il  vento può deviarsi, e in presenza di montagne fermarsi. Ecco la nostra barriera delle Alpi. Oppure salire raffreddandosi e ridiscendere scaldandosi, il famoso effetto phone.

Nonna. E adesso non fate la battuta sull’asciugacapelli per buttar giù la lezione.

Carla. Grazie cara, della lezione appunto. Ma adesso, se permetti te la vorremmo dare noi una lezione.

Nonna. Posso stare qui anch’io o vado in castigo?

Carla. Per me…

Cristiano. A un patto: che non apri bocca, tanto sono cose che non ti riguardano.

Nonna. Sarò muta come un pesce… che come una tomba c’ho tempo.

Andrea. Io potrò ben parlare, o no?

Cristiano. Tu devi e non lasciarti zittire sempre da lei.

Nonna. Che sono già io zitellita…

Carla. A proposito di zitelle, che mia mamma non sa più parlare in italiano, se mai ha imparato, Bruna dillo chiaramente vuoi continuare a fare la zitella… allegra?

Nonna. Quella è la vedova.

Cristiano. Non ti avevo chiesto di stare zitta?

Nonna. Difendo solo la categoria delle vedove.

Bruna. No, penso che prima o poi mi sposerò.

Carla. E con chi? se non sono indiscreta.

Bruna. Ma col vostro Andrea, è ovvio.

Cristiano. Sempre che lui ti prenda.

Andrea. È ovvio!

Nonna. Occhio che mi brucia il risotto come l’altra volta io vado… a spegnere che è venuto su un venticello…

Carla. Piuttosto una puzza di bruciato, non potevi aspettare mamma?

Nonna. È per via della pressione… mia che mi fa venire una di quelle rotazioni che la terra mi gira tutta.

Bruna. Avrai una crisi ipoglicemica nonna, cos’hai mangiato a colazione?

Andrea. Non capite che fa apposta per alleggerire la pressione.

Nonna. Che va dal lago fino a qui…

Carla. Vai in cucina mamma se no qui non concludiamo.

Cristiano. Allora vi sposate o no?

Andrea. Per me sì.

Carla. Un momento Andrea, ci sono condizioni…

Andrea. Siamo maggiorenni, mamma.

Cristiano. Ma non proprietari della casa.

Andrea. Vorreste sfrattarci?

Carla. No, ma la prima condizione è che teniate mia mamma.

Andrea. E cosa abbiamo fatto finora?

Carla. Anche dopo sposati.

Bruna. Questa era una condizione nostra. Super d’accordissimi.

Carla. A parte l’italiano, cara scienzatucola, ma le condizioni non sono finite.

Nonna. Non finisco mai, come gli esami.

Carla. Dovete fare la separazione dei beni.

Bruna. D’accordo; io l’Andrea l’ho amato senza sapere che era figlio di un industriale, che era ricco, che aveva questa bella casa…

Nonna. Ma che aveva una bella… faccia quello l’hai saputo subito. Abbiamo finito che il risotto, se non brucia, scuoce?

Carla. Ma non hai spento? C’era un’altra condizione… Cristiano qual era?

Cristiano. Dunque… allora, per non continuare così, dovete sbrigarvi. Vi diamo tempo fino a quest’estate, se no… vi sfrattiamo veramente.

Andrea. Per me va benissimo.

Bruna. Anche  per me, ma per fare in fretta ci sposiamo solo civilmente. Ok?

Nonna. Resa incondizionata! Allora che cosa volete da mangiare: la pasta o il riso?

Carla. Ma non avevi detto che il riso…

Nonna. Sì meglio il riso… viste le condizioni… dello sposalizio.




permalink | inviato da steatrando il 7/4/2018 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 aprile 2018
vita familiare
Separazione dei beni

(al lago)

Carla. Ci ha fregata quella tro… furbetta lunedì. Non è più tornata, così non abbiamo potuto parlare del matrimonio. Ma tu, proprio a Pasqua, dovevi guardare il ciclismo?

Cristiano. Se correvano a Pasqua…

Carla. Ha vinto almeno un italiano?

Cristiano. No un olandese, se non sbaglio.

Carla. Allora potevi spegnere e venire a parlare che domenica è passata quella… Bruna.

Cristiano. Senti mi ero già perso Sanremo dove aveva vinto un italiano.

Carla. Certo è il festival della canzone italiana, anche se qualche anno… Non so neanche chi ha vinto quest’anno. Sto perdendo i colpi.

Cristiano. Allora andiamo giù domenica. Ma quella troietta là è tornata da tua mamma o sta ancora a casa sua?

Carla. Adesso telefono a mia mamma e le chiedo.

Cristiano. Certo che ci fa comodo, così…

Carla. Non fare il solito ragionamento. Se non ci fosse potremmo sempre prendere una badante a tempo pieno o mandarla in un ritiro.

Cristiano. Ma finché c’è la neretta a metà tempo la paga lei, se va al ricovero non so se ce la fa.

Carla. Certo che con la sua pensione. Ma io volevo parlare di Andrea e di quella là. Sei anche tu d’accordo che si sposino?

Cristiano. Facciano loro. Anzi se restano così: primo, fanno prima a lasciarsi; secondo, lei non eredita niente da noi, che invece…

Carla. Devo insegnartelo io che c’è la separazione dei beni? Basta che li costringiamo a farla e lei non becca una lira di eredità e neppure la casa.

Cristiano. E allora lasciali così.

Carla. Ma non capisci lo scandalo? Convivono tra loro e con mia mamma.

Cristiano. Non ho visto nessun letto a tre piazze.

Carla. Non c’è da scherzare, a me l’ha detto anche il parroco.

Cristiano. Allora telefona e domenica, se c’è, la costringiamo.

(Carla chiama Franca)

Carla. Mamma, come stai?

Nonna. Come l’altro ieri, non hai visto come sono in gamba, anzi su due gambe, che non vado neanche più col bastone.

Carla. Sì, fai la giovincella, che poi se cadi ancora ti rompi tutta.

Nonna. E te non mi fai più venire a casa dall’ospedale.

Carla. Allora riguardati se lo sai. Piuttosto non so se potrai stare a casa da sola se Bruna non ritorna.

Nonna. No, stai tranquilla per quello. È qui, e vanno d’amore e d’accordo lei e l’Andrea.

Carla. Allora si sposino, basta che facciano la separazione dei beni.

Nonna. La separazione dei peni? Ma il pene di chi?

Carla. Non sai l’italiano, ma le parole sconce le hai imparate subito, come le straniere.

Nonna. Sì la Yvonne me le mostra anche a me, le parolacce che dicono loro giovani: e cazzo, e fico, e casino, e vaffa…

Carla. Mamma! Smettila. Andrai dritta all’inferno.

Nonna. Senza neanche passare dal purgatorio?

Carla. Ti sei dimenticata che il purgatorio è l’anticamera del paradiso non dell’inferno? Miscredente.

Nonna. Lì c’è ascensore che va solo su, non giù.

Carla. Comunque tu non dire niente, accertati solo che stia a casa e non vada via domenica.

Nonna. Va bene, comandante. Ma non so se sono buona a farla separare dal pe…




permalink | inviato da steatrando il 4/4/2018 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 aprile 2018
vita familiare
Certificazione

(a casa)

Nonna. Sono proprio contenta che sei venuta a casa Bruna. E anche all'Andrea che 'sta mattina non voleva neanche andare a lavorare.

Bruna. Ha lavorato troppo ieri.

Nonna. Ma se io non me ne sono accorta.

Bruna. Io sì...

Nonna. È come se è tornata la primavera, che quest'anno non voleva venire.

Bruna. Ti ringrazio dell'apprezzamento poetico, ma oggi fa ancora brutto.

Nonna. E dire che i brutti e cattivi sono andati via ieri.

Bruna. Brutti no, ma cattivi... Sono stata sorpresa dall'accanimento di tua figlia.

Nonna. La religione... tutte le religioni c'hanno dentro un po' di... come si dice... di impazienza.

Bruna. Intolleranza. Però hai visto come ho sviato la discussione?

Nonna. Sì sei stata brava, che io non sapevo come fare. Ma vedrai che torneranno alla carica.

Bruna. Be' se proprio vogliono, noi ci sposiamo, ma civilmente.

Nonna. Lei mente o dice sul serio?

Bruna. No ne abbiamo parlato io e Andrea  in questi giorni.

Nonna. Non ieri notte?

Bruna. Però ci prendiamo i nostri tempi.

Nonna. Se vi lasciano il tempo. Certo che per fare tutti i certificati…

Bruna. Ormai c'è la certificazione per tutto: la lingua francese, spagnola, inglese...

Nonna. Che te non sei buona di farla.

Bruna. Scherzi, ma nella mia scuola è considerata di più una mia collega che ha il C2 di me che sono di lingua madre.

Nonna. Lingua figlia, che è tua mamma quella inglese.

Bruna. Adesso c'è anche la certificazione sulla conoscenza del latino.

Nonna. Dovrebbero mettere quella sul dialetto...

Bruna. Ma dove a scuola? E per chi?

Nonna. Per quelli della Lega.

Bruna. Ormai prendono voti anche nelle ex regioni rosse e al Centro-Sud.

Nonna. Be' per tutti i dialetti, poi almeno per gli elmetti, pardon, gli eletti.

Bruna. A che scopo?

Nonna. Così capiscono che non tutti sono buoni... poi loro vogliono l'italiano perfetto dagli stranieri. Non mi ricordo più se era l'assemblea del quartiere o del condominio, quando stavo ancora in centro che si è alzato uno della Lega che voleva fare l'esame di dialetto agli stranieri. Allora io gli ho chiesto se lui lo sapeva.

Bruna. Ti avrà detto di sì.

Nonna. Sì, ma io l'ho provato a certificondere... certificare. Gli ho chiesto di dirmi cosa voleva dire smorbi.

Bruna. Non lo so neppure io.

Nonna. E neppure lui.

Bruna. E cosa significa?

Nonna. Non so come si traduce. Io non ho mica la certidentificazione di italiano. Ma è una cosa come dire difficoltoso, ma non solo nel mangiare, neh.

Bruna. Allora lo sono anch'io.

Nonna. No, basta che certifichi quello che sei.... a letto.





permalink | inviato da steatrando il 3/4/2018 alle 20:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 aprile 2018
vita familiare
Uovo nero, colomba bianca

(Pasqua a casa)

Yvonne. Ciao nonna, ciao Andrea, io arrivata.

Nonna. Benvenuta e buona Pasqua. Te l'ho detto che vengono anche i miei a mangiare oggi? Non ti dispiace?

Yvonne. Ma sei te casa tua, ospite te.

Nonna. E anche te.

Yvonne. Bisogno in cucina?

Nonna. Sì, se mi lavi l'insalata, ti sono grata. Vedi che brava a fare le rime?

Yvonne. Poi imparo anch'io italiano se te mostri.

Nonna. Sì io mostro... di bravura.

(Yvonne va in cucina)

Andrea. Ma perché hai invitato anche lei? Non doveva essere una cosa in famiglia?

Nonna. Ma dopo mangiato. Adesso non c'è mica la Bruna.

Andrea. Io volevo incominciare a parlare con i miei.

Nonna. Se vuoi io e la Yvonne poi andiamo a lavare i piatti.

Andrea. Ma poi viene tardi. Magari mio papà vuole andare a letto...

Nonna. Con chi... con lei?

Andrea. Ma a riposare. Sai com'è: ci si abbuffa e poi lo stomaco vuole...

Nonna. Un tributo di sangue! Me l'ha spiegato la Bruna. Se il sangue, che ne abbiamo sempre lo stesso, deve andare allo stomaco cala nel cervello. Chissà il mio?

Andrea. Io volevo quasi chiederti di licenziarla e tu la inviti a Pasqua.

Nonna. Poverina, oggi magari era da sola. E poi perché licenziarla, ma sei matto? È così sveglia.

Andrea. Fin troppo.

Nonna. E poi piace anche alla Bruna.

Andrea. Ma non a me.

Nonna. Perché è nera, ma se non eri impegnato non dirmi che non ti piaceva anche a te.

Andrea. No io le nere... scusa il razzismo, ma è proprio una questione di pelle.

Nonna. Nera.

(arrivano Cristiano e Carla)

Carla. Buona Pasqua a tutti. Scusate il ritardo ma siamo passati a messa. Che tu mamma neanche oggi...

Nonna. Ma ho letto che dopo gli ottanta si è dispensate.

Carla. Comunque abbiamo deciso di fermarci 'sta notte quindi ti posso accompagnare alla messa pomeridiana.

Nonna. Non vorrei disturbarti. Poi due messe...

Carla. Lo faccio volentieri per te.

Nonna. Allora facciamo domani. C'è messa anche domani e vale ancora no?

Carla. Non lo so. Puoi guardare su internet Andrea?

Nonna. Se la messa l'hanno messa...

Cristiano. Sì scherza adesso che poi con la Bruna ridiamo noi. Oh ma ha cambiato colore?

Yvonne. Buon giorno signori e buona Pasqua.

Cristiano. Io mi aspettavo l'uovo marrone, non un'ospite.

Nonna. Abbiamo la colomba.... bianca, il coso marrone lascialo a me se non ti piace.

Cristiano. Bella abissina...

Nonna. L'Italia ignorantina...

Cristiano. Ti racconto un aneddoto – sai che cos'è? Che è capitato a voi.

Nonna. E lo sai te?

Cristiano. Perché lei non era ancora nata.

Nonna. E i vecchi non raccontano niente.

Cristiano. Mi lasci parlare senza interrompermi, almeno a Pasqua? Allora doveva andare in un vostro villaggio il duce. Ma non so se lui è mai andato. Magari un suo generale.

Nonna. Graziani.

Cristiano. Non so.

Nonna. Non eri ancora nato... e lui non ne ha fatti nascere di loro...

Cristiano. Allora gli ufficiali di quella zona si sono dati da fare per l'accoglienza e hanno pensato di far schierare tutte le ragazze giovani all'ingresso del villaggio. Tutti d'accordo, fanno le prove e vedono che hanno su solo un gonnellino di paglia, ma sono a seno nudo. E non andava bene.

Nonna. Che Graziani le voleva tutte biotte.

Carla. Mamma, se era proibito ai soldati italiani avere rapporti con le indigene. Non l'hai studiato?

Nonna. Che poi sono venute le leggi razziali.

Carla. Quelle per gli ebrei.

Nonna. E già che il razzismo è solo contro gli ebrei, contro i neri no.

Cristiano. Mi lasciate continuare che adesso viene il bello? Allora hanno dato l'ordine al capo villaggio di far coprire il seno alle ragazze quando arrivava il gerarca. Ma non c'era più tempo per le prove. Così quando è arrivato il generale, il capo ha detto alle donne di coprire il seno e loro sapete che cosa hanno fatto? Mica avevano messo indosso niente di più. Hanno tirato su il gonnellino e basta, così si vedeva tutto di sotto. (ride da solo)

Carla. Cristiano, ti sembra una cosa da raccontare a Pasqua e di fronte a una minorenne?

Cristiano. Ma loro crescono prima. A quindici anni hanno già tre figli.

Nonna. Yvonne quanti anni hai?

Yvonne. Sedici.

Nonna. E quanti figli hai, quattro?

Cristiano. Loro qui si fanno furbe. Aspettano di farsi mettere incinta da un bianco. Vero o no neretta?

Yvonne. Io solo se mi piace, non guardo colore, e lei?

Cristiano. Cosa c'entro io? Piuttosto la sapevi la storia?

Yvonne. Sì, forse sentita, ma finale diverso.

Carla. Si sono coperte il seno davanti?

Yvonne. No hanno mostrato culo di dietro.

Carla. Che sporcaccione.

Nonna. Sì quel Graziani là aveva un corpaccione, chissà quante ne ha violentate e poi l'ha fatta franca. Non l'hanno neanche ammazzato a piazzale Loreto.

Carla. Bella vergogna.

Nonna. Sì lasciarlo impunito così.

Carla. Ma non lui... Lasciamo perdere. Non so come ho fatto a crescere nella tua famiglia, mamma. Mangiamo e parliamo d'altro.

(dopo pranzo)

Andrea. Yvonne adesso devo andare a prendere Bruna, ti porto a casa?

Yvonne. Io la saluto che non ho più vista da ospedale.

Andrea. Meglio così... se no ci fai perdere troppo tempo che noi dobbiamo parlare con i miei. Vero nonna?

Nonna. Sì Yvonne, hai pazienza, che è roba di soldi... non mi lasciano sentire neanche a me.

Yvonne. E Bruna sì?

Nonna. Che ne so. Comunque adesso vai e grazie che sei venuta. Vieni non domani che sono qui loro, ma martedì, che speriamo che è bello e non il tempo brutto come ieri.

Yvonne. Ma tempo in cielo o tempo adesso?

Nonna. Tutt'e due. Adesso vai, ciao.

(arriva Bruna)

Bruna. O buongiorno, non mi aspettavo ci foste anche voi. Non me l'hai detto, nonna.

Carla. Invece noi ti aspettavamo.

Andrea. Mamma, ma il papà è andato a dormire?

Carla. No, è di là, ha detto che deve vedere le Fiandre, che non so cosa sono.

Nonna. Ma maestra, sono... non lo so più neanch'io se sono Belgio o Olanda. È la stessa cosa della Fiamminghia?

Andrea. Io andrò di là, così parlate.

Nonna. Vengo anch'io così imparo la geografia.

Carla. E ci lasciate qui noi due sole?

Nonna. Così parlate male di noi.

Carla. No vi fermate tutt'e due che dobbiamo parlare di questa convivenza.

Nonna. Convenienza?

Carla. Non far finta di non capire, mamma, ho detto convivenza non convenienza.

Nonna. Ma ti è conveniuta avere qui la Bruna al pomeriggio se no dovevi pagare di più la badante.

Carla. Caso mai sarà... stato conveniente per te.

Nonna. E già, la pago io.

Carla. E ti sei anche risparmiato il ricovero per ora.

Bruna. Se volete ricattarmi col discorso che se non torno mandate la nonna all'ospizio, non ci sto.

Nonna. Non ci sto neanch'io.

Carla. No, non era quello. Anzi quello, se permetti, lo decido io, che tu stai qui o che stai dove vuoi. Piuttosto non può più continuare questa convivenza.

Bruna. Avete deciso che non vado bene per l'Andrea? Quello, se permette, lo decidiamo noi.

Carla. Eccola un'altra che mi fraintende. Ma non mi so spiegare? Ormai siete assieme da quanti anni... lavorate tutti e due, siete anche maggiorenni, o vi sposate o vi lasciate.

Bruna. Dato che siamo maggiorenni decidiamo noi se sposarci o lasciarci.

Carla. Ma lasciare questa casa, se non vi sposate, lo posso decidere io, o no?

Bruna. Andrea, tu cosa dici?

Andrea. Per me, basta stare con te, anche in una capanna.

Nonna. Due cuori e... Senti un po' Carla. L'Andrea è il vostro unico erede, no? Io i miei soldi glieli ho già intestati a lui. Non dico che dovete intestargli la casa, ma a chi vuoi lasciarli alla Chiesa?

Carla. Ah, mamma degenere, oggi non ti sei ricordata di bagnare gli occhi quando hanno ripreso a suonare le campane. Che l'acqua è santa in quel momento.

Nonna. Senti, cristiana, mi fai venire te l'acqua agli occhi adesso.

Carla. E poi tu ti dichiari erede della tradizione, e non la ricordi più.

Nonna. Erede è l'Andrea, e te ti ricordi che oggi è il 1° di aprile e quell'anno che mostravi alle elementari ti avevo attaccato così bene il pesce alla giacca che sei venuta a casa che ce l'avevi ancora?

Carla. Io non mi ricordo.

Nonna. Perché non te ne sei mai accorta. E il bello che ti avevo chiesto se avevi scritto tanto alla lavagna e te mi avevi detto di sì.

Carla. Non cercare di sviare il discorso come al solito. Allora chiariamo la situazione?

Nonna. Chiaro! Ma non possiamo aspettare che c'è anche Cristiano, che lui è più... moderato?

Andrea. Adesso toglierlo dallo sport sarà dura.

Bruna. Poi io vorrei tornare a casa presto, devo distendermi un po'. Andrea portami a casa.

Andrea. Sì subito, così parliamo.

Nonna. E allora Brunina, vieni domani che loro sono ancora qui a mangiare a mezzogiorno.

Bruna. Vengo per cena.

Nonna. Così poi...





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31 marzo 2018
vita familiare
Il ferro e l'oro

(sabato al telefono)

Nonna. Bruna, sei te?

Bruna. Sì, cosa vuoi nonna?

Nonna. Voglio sapere un po' come stai. Stai bene?

Bruna. Meglio, ma ho ancora un po' di malessere.

Nonna. Ma nel corpo o nella testa?

Bruna. Sia nel gomito che in... testa.

Nonna. Sì essere malfortunate come te è dura. Però adesso arriva la primavera e tutto rifiorisce.

Bruna. Non senti che freddo? è una primavera silenziosa, senza insetti in volo.

Nonna. Ma spuntano già i fiori.

Bruna. Appunto ma non sono impollinati.

Nonna. È un problema anche delle persone. Ma adesso è Pasqua e bisogna risorgere.

Bruna. Me l'ha appena detto Andrea. Ma non so.

Nonna. A proposito dell'Andrea - che non ce l'avevo neanche in mente – quando vieni a trovarlo, così mi trovi anche me, che io sono sempre qui, povera magra e malvestì?

Bruna. Non ho voglia di ridere. Per venire a casa vostra...

Nonna. Ma non era anche la tua?

Bruna. Non so, ma facciamo un patto. Io ormai ho promesso a mia mamma che sto a pranzo qui che viene mio fratello e mia cognata, ma potrei passare dopo un attimo, a patto che anche Andrea venga a mangiare qui.

Nonna. Ma allora mi lasciate qui da sola a Pasqua, che i miei non so dove vanno...

Bruna. Fai venire Yvonne, che magari è sola pure lei.

Nonna. Buona idea, adesso poi la chiamo. Ma lui, l'Andrea, allora viene dopo mangiato e ti porta qui solo il tempo per vederci e salutarci e farci gli auguri.

Bruna. Quelli te li posso fare anche adesso. Va bene il patto, facciamo così. Hai nient'altro da dirmi?

Nonna. Avrei una fiaba...

Bruna. Me la racconti domani.

Nonna. Ma se hai detto che stai solo un momentino come faccio?

Bruna. Allora dimmela al telefono, ormai sei abituata.

Nonna. E te sei abituata o lasci giù la cornetta e dopo un po' vieni a sentire se ci sono ancora?

Bruna. Ma no, cosa dici? Se continuo a interloquire.

Nonna. Interrompire? Interrompi pure. Allora c'era una sposa...

Bruna. Tiri ancora in ballo il matrimonio?

Nonna. Non interrompire subito, se no... Poi qui parliamo di un'altra donna. Infatti lei era a casa da sola perché suo marito era in guerra. Te hai il marito in guerra?

Bruna. No, scusa, neppure un marito. Va' pure avanti.

Nonna. Allora un bel giorno suo marito è tornato, ma dopo un giorno neanche non ha più voluto stare in casa ed è andato nel bosco.

Bruna. Lo shell shock...

Nonna. Sarò sciocca, ma non capisco.

Bruna. Lo shell shock è il disturbo psicologico anche grave di chi ha subito il trauma della guerra. Ma non ti interrompo più.

Nonna. No interloquiscimi pure, che così imparo qualcosa anch'io, Allora la donna andava sempre nel bosco a trovarlo, a portargli da mangiare, a pregarlo di venire a casa. Ma lui niente: mangiava un boccone poi lasciva tutto lì e non c'era verso di farlo tornare. Allora la donna, disperata, è andata da una maga a chiedere consiglio e quella lì gli ha detto che doveva andare a prendere una piuma della colomba d'oro sulla montagna di vetro. Lei allora si è vestita da montagna ha messo su gli scarponi ha preso dietro da mangiare e va e va e va... aveva già consumato la suola di due scarponi e tre bastoni quando vede da lontano la montagna di vetro. Ma il vetro si sa scivola e lei no sapeva come fare. Ha provato con gli scarponi ma non c'era niente da fare. C'era però lì uno scoiattolino che lui, come niente, si arrampicava sulla montagna. Allora ha pensato che se faceva come lui, cioè a piedi per terra....

Bruna. Ma se era sul vetro.

Nonna. No in dialetto diciamo così per dire senza scarpa e calze.

Bruna. Scalzi.

Nonna. No calze, femminile plurale. Allora si è tolta scarpe e calze e allora è riuscita. A volte scivolava un po', ma stava attenta a non cadere.

Bruna. E rompersi i gomiti...

Nonna. Non solo a non romper anche il vetro che se non chissà dove andava a finire. Finalmente è arrivata nella … come si dice... colmata, no...

Bruna. In cima.

Nonna. Brava, te sì che sei una cima! E lì c'era per davvero la colomba, ma non si faceva prendere e allora lei si è inginocchiata e gli ha detto: “Ti do tutto quello che ho dietro da mangiare, anche se poi devo tornare indietro, ma te dammi una delle tue piume d'oro”. La colomba però ha risposto: “Io una mia piuma non te la do. Vale molto di più dei tuoi pochi avanzi. Tu poi la vendi e fai i soldi, io invece non posso più volare”. “E allora come faccio con mio marito?” - ha risposto piangendo la povera donna. La colomba si è fatta prendere dalla compassione e ha detto: “Allora contentati di questa piuma di ferro, che uno scultore mi ha regalato quando gli ho fatto da modella. Va è prova se fa bene a tuo marito”.

Bruna. Dall'oro al ferro, come dici sempre tu.

Nonna. Sì, ma a pensarci bene il ferro serve più dell'oro, che è sempre chiuso nelle casseforti e sta lì fermo senza far niente. Mentre pensa il ferro quante cose fa. Devo scriverci un dialoghetto tra l'oro e il ferro. Poi te che sei studiata, non c'è stata anche l'Età del Ferro?

Bruna. Che invece quella dell'oro non è mai esistita. Brava. Non so dove vai a prendere osservazioni così acute.

Nonna. Leggendo. Adesso però devo mettere giù.

Bruna. Ma il finale della storia? Non lasciarmi ancora con la frase: “adesso finiscila tu”, come la volta scorsa.

Nonna. No tutto bene, come nei cine. Lei è tornata e lui è tornato hanno fatto un gran sposalizio...

Bruna. Ma non erano già marito e moglie?

Nonna. Ma solo civile, poi si sono sposati in chiesa.

Bruna. E la morale qual è, non la vedo, anche se ci sono tanti aspetti simbolici.

Nonna. Non ce n'è. La storia è così. La morale non la vedo neanch'io... e che c'è il vetro. O forse che bisogna accontentarsi che, come hai detto te, l'uom... l'età dell'oro non c'è. Ciao colombina d'oro ti aspetto.

 




permalink | inviato da steatrando il 31/3/2018 alle 20:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 marzo 2018
vita familiare
Quaresima

(al telefono)

Andrea. Ciao Bruna,come stai? Sono Andrea.

Bruna. Credo diriconoscerti.

Andrea. E diconoscermi. Allora perché non mi rispondi?

Bruna. Cosa stofacendo?

Andrea. Ma devochiamarti almeno tre volte sul cell, su Whatapp non mi rispondi...

Bruna. E tu mandamidegli sms.

Andrea. Volevosentire la tua voce, ne ho nostalgia.

Bruna. E pensoanche di altre mie cose. Allora potevi pensarci prima.

Andrea. Prima dicosa? Di chiederti di sposarmi?

Bruna. Mi chiedi disposarmi e mi tradisci, bella faccia... tosta.

Andrea. Io?Tradirti? E con chi?

Bruna. Lo sapraiben tu.

Andrea. Ah seicaduta anche tu nell'equivoco di quella signora che ha avuto, credo,un'avventura con mio padre. Siamo ambedue Brunelli ma diversi.

Bruna. Gemellidiversi, ma non con le donne. Io parlavo della badante.

Andrea. Anche lì...Mia nonna sospetta e fa anche allusioni pesanti, con mia mammapresente, che il figlio di Ylena sia suo... la piccola Irina miasorellastra. Ma ci credi? Io non ci voglio neppure pensare.

Bruna. Occhio nonvede cuore non duole.

Andrea. Frase tritae ritrita. Poi ormai... le colpe dei padri...

Bruna. Frasetrita...

Andrea.Allora ereditaiamo col DNA anche il comportamento, cara biologa.

Bruna.Non so, comunque il cromosoma Y è solo vostro.

Andrea.Possiamo parlare ad altre cose... queste sì ereditarie? Ho letto chepercorrugare la fronte si mettono in moto ben 65 muscoli, per sorrideresolo 19, allora almeno per economia sorridi…

Bruna.Non sviare il discorso, come fa la nonna quando non vuole rispondere,io dicevo un'altra badante.

Andrea.Ecco non pensi a come fai soffrire la nonna a startene via.

Bruna.E la badante?

Andrea.Sì resta anche al pomeriggio, visto che non ci sei tu.

Bruna.Allora servivo come badante.

Andrea.Come fai a dirlo? con tutto il bene che ti vuole la nonna.

Bruna.Sì scusa. Mi spiace per lei, ma non posso tornare a casa per leiquando c'è in casa qualcuno che mi tradisce.

Andrea.La Yvonne?

Bruna.Finalmente ti sveli.

Andrea.Io? Per niente e non capisco cosa vuoi dire.

Bruna.Èpresto detto. Yvonne è venuta a trovarmi in ospedale e mi ha dettotutto.

Andrea.Cosa che la tratto male, che forse sono un po' razzista.

Bruna.Al contrario.

Andrea.Ah be'.

Bruna.No, dicevo al contrario saresti andato a letto anche con lei,nonostante il colore della sua pelle.

Andrea.Non fare tu la razzista.

Bruna.Ma è vero o no?

Andrea.Domani mi sente a dire delle balle così, dopo che l'abbiamo accoltae viziata. Dico alla nonna di licenziarla.

Bruna.Se lo fai, allora è vero.

Andrea.No, non che non è vero.

Bruna.Ma ti piacerebbe.

Andrea.Sai con quante donne mi piacerebbe andare... e anche tu con quantiuomini. Quando guardavamo i film tu e la nonna continuvate a dire:“Quello è un figo, quello lo sposerei subito”. Se l'avessi dettoio?

Bruna.Allora le hai fatto o no delle avances?

Andrea.Ma no, non mi credi? Forse avrà equivocato, sai non conosce benel'italiano. Magari le ho detto che è brava o che è bella e lei hacapito che le dicevo che mi piaceva.

Bruna.Perché non è bella secondo te?

Andrea.Ma sì, ma cosa vuol dire?

Bruna.Più di me senz'altro.

Andrea.Ma neanche un po'. Non è neanche il mio tipo.

Bruna.E Vassilissa?

Andrea.Lei sì, bionda slavata come il latte, peccato che stia persposarmi...

Bruna.Ah volevi fare un addio al celibato...

Andrea.No, addirittura uno iusprimae noctis...

Bruna.Perché lei si sposa?

Andrea.Tu, e con chiunque tu lo faccia promettimi di concedermi il diritto.

Bruna.Feudale...

Andrea.Non hai nostalgia... di noi due... a letto.

Bruna.A quante piazze?

Andrea.Facciamo anche una sola, così siamo più... intimi.

Bruna.Vedi, Andrea, esistonocoppie che hanno un’ottima intesa sessuale. La passione ha sì lasua importanza ma non è determinante per un rapporto soddisfacente.Le relazioni fatte solo di sesso, anche se appaganti sono destinate aesaurirsi nel tempo.

Andrea.E non è possibile far rinascere la passione in una coppia che l'hagià sperimentata e voglia di costruire un rapporto.

Bruna.A proposito di Passione... siamo in quaresima.

Andrea.Da quando sei diventata religiosa?

Bruna.Moralmente lo sono forse più di chi va in chiesa.

Andrea.Allorasperiamo in una Pasqua di risurrezione!




permalink | inviato da steatrando il 30/3/2018 alle 9:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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