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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
2 novembre 2018
vita familiare
L’è ‘l dì di mort alegar

(a casa il 2 novembre)

Carla. Mamma siamo arrivati oggi.

Nonna. Ah perché è i Morti che invece i Santi…

Carla. E c’è la ragazza?

Nonna. Ah vuoi solo lei, l’Andrea non ti interessa?

Carla. L’Andrea lo vedo tutti i giorni.

Nonna. Invece sua nonna solo una volta ogni morto di papa…

Carla. Allora l’inglesuccia è tornata o no?

Nonna. Sì, ed è anche ingrassata,forse dovresti chiamarla inglesotta.

Carla. E dov’è che devo parlarle?

Nonna. Al cimitero. No, non è morta, è andata per i Morti, che invece io che sono quasi morta non vado e resto qui peri vivi.

Cristiano. Ma viene a casa a mangiare almeno?

Nonna. E già! Il mangiare, come facciamo senza? Hai fatto bene a ricordarmelo se no mi dimenticavo.

Cristiano. Ma la vediamo almeno?

Nonna. Se dicevate che non la potevate vedere!

Carla. Mamma! Ti prego. Tanto ci fermiamo fino a domenica.

Nonna. Allora sì che la vedrete sicuro.

Cristiano. Perché viene ancora qui a dormire, che poi sentiamo tutte le cose che fanno…

Nonna. Fatele anche voi, più forte.

Carla. Mamma! Se vuoi venire con noi al cimitero, però seriamente.

Nonna. Me lo dici seriamente o devo fare la seria? Perché l’Andrea mi ha appena dato da leggere una poesia che si chiama “L’è ‘l dì di mort alegar”.

Carla. Chi è quel cretino? Sarà uno di questi giovinastri del giorno d’oggi.

Nonna. Non lo so neanch’io chi è, perché è scritto in un milanese che non lo capisco, ma sembra che l’ha scritta appena dopo di Caporetto. Quand’è che è stato?

Carla. Non so cosa dici, ma Caporetto…dunque nel ’18 no, che abbiamo vinto, forse nel ’15 o nel ’16.

Nonna. Te che cosa dici Cristiano, che sai tutto?

Cristiano. No in storia non sono aggiornato.

Nonna. E già, la storia è vecchia, è passata, non si aggiorna mica mai neanche lei. Ah ecco qui la fotocopia che mi ha fatto l’Andrea: il vero nome della poesia è Caporetto 2017…

Carla. Guarda che poi, con Diaz, l’abbiamo cancellato Caporetto.

Nonna. Come paese?

Carla. No come onta, come sconfitta. Ma cosa vuoi fare allora, vieni o non con noi? Non andiamo a parlare di morti di cent’anni fa.

Nonna. Sì vengo, andiamo a trovare quelli di adesso, che almeno sono morti nel suo letto e hanno una tomba, che invece quelli là… 




permalink | inviato da steatrando il 2/11/2018 alle 12:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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