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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
5 novembre 2018
vita familiare
Dulce bellum

(domenica 4 novembre, a casa)

Carla. Mamma, ma neanche stamattina si può parlare con questa benedetta Bruna?

Nonna. Proprio benedetta per l’Andrea.

Carla. Se non la vede più neppure lui. Si può sapere dove sono andati?

Nonna. Mi ha detto l’Andrea che andava a prenderla dai suoi e andavano alla manifestazione.

Cristiano. Dei comunisti?

Nonna. Sono finiti, adesso basta e avanza essere antifascisti e pacifisti.

Carla. Ma che pacifisti: oggi è la giornata della vittoria e delle forze armate…

Nonna. Sarà anche, ma se non diciamo basta alle guerre quando parliamo della prima guerra mondiale…

Cristiano. Ci sono anche le guerre giuste.

Nonna. O giustificate.

Cristiano. E poi cosa c’entra lei? Gli inglesi… si lo so per la seconda guerra mondiale, ma per la prima…

Nonna. Mi diceva la Bruna che hanno avuto un sacco di morti anche loro, appunto ieri.

Carla. Appunto ieri, che era venuta a mangiare a casa nostra, dovevi invitare anche i suoi?

Nonna. Se dobbiamo venire parenti…

Carla. Questo non lo sappiamo.

Nonna. Chiedetecelo a loro due che vengono qui a mangiare oggi.

(a pranzo)

Cristiano. Allora, cari miei panciafisti, o sbaglio? Cosa siete andati a fare per il 4 novembre?

Andrea. Ah, Bruna è stata forte. Dato che l’oratore ufficiale…

Nonna. Era un ufficiale?

Andrea. No, un politico, ma lasciami raccontare. Lui era stato d’un retorico e aveva esaltato la vittoria italiana, allora lei ha chiesto di intervenire e parlando in inglese…

Nonna. Perfetto inglese?

Andrea. Sì, fingendo di essere una britannica, ha detto le ragioni della pace.

Carla. Non avranno capito niente.

Nonna. Questi italiani ignoranti, che non sanno le lingue straniere e neanche più il dialetto.

Bruna. No, spiega bene Andrea. Ho solo esordito in inglese, poi con un forzato accento straniero ho parlato in italiano.

Cristiano. Che cosa vuoi sapere dell’Italia del ’15-18?

Bruna. Infatti ho parlato dell’Inghilterra del ’14-18, poi dei papaveri rossi…

Nonna. Che non sono comunisti…

Bruna. No, che usiamo di stoffa per onorare i caduti… il rosso ricorda il sangue versato. Poi ho letto un brano di Erasmo da Rotterdam da Dulce bellum inexpertis…

Cristiano. Dolce e bella cosa?

Nonna. Sì, e Gabbana…

Bruna. Come fate a scherzare su queste cose? Significa: dolce è la guerra per chi non l’ha vissuta.

Carla. E cosa hanno detto?

Andrea. Ah sono stati spiazzati, cioè gli organizzatori, il pubblico ha applaudito.

Nonna. Peccato che non sono venuta anch’io. Chissà che bello vedere le facce. Ma avevo gente in casa.

Carla. Noi saremmo gente? E poi, mamma, vuoi ancora uscire alla tua età? Te lo proibisco. Perché piuttosto non parliamo delle tue intenzioni, bella mia?

Nonna. Belli e dolci tutti… però non fate la guerra voi che non l’avete provata.

 

 

 




permalink | inviato da steatrando il 5/11/2018 alle 9:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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