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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
3 gennaio 2019
vita familiare
Menamese

(a casa, al mattino del 2 gennaio)

Nonna. Sono stati carini i tuoi accompagnare la Bruna all’aeroporto.

Andrea. No, al contrario, perché loro così le fanno l’interrogatorio e lei poteva stare almeno un giorno in più con me.

Nonna. E già, ma lì da lei non cominciano dopo la Befana le scuole?

Andrea. In Galles no, dopodomani, ma lei è anche preoccupata per il nonno.

Nonna. Allora vedi? È bello preoccuparsi dei nonni.

Andrea. Perché io non mi preoccupo di te?

Nonna. Sicuro, mi tieni assieme, che sono una vecchia lagna.

Andrea. Vecchia sì, lagna no.

Nonna. Però promettimi che se vengo troppo vecchia e malata, mettimi al ritiro o se no prendimi una badante.

Andrea. Non ce l’hai già? A proposito oggi non viene la Yvonne che io, tanto vale, vado a lavorare?

Nonna. No, lei ha una corsa equestre non so dove.

Andrea. Campestre, non cominciare anche quest’anno a confondere le parole, nonna.

Nonna. No, lo so bene e te lo prometto, ma nella furia di parlare mi escono fuori sbagliate. Comunque oggi viene la Vassi, speriamo con la bambina, che non so quasi neanche più come si chiama.

Andrea. Irina, nonna. Ma stai perdendo anche la memoria?

Nonna. No, avevo detto quasi… Ma te mi hai detto di pensare prima di parlare, che io faccio il contrario, cioè facevo fino all’anno passato… e allora ci ho messo un po’. Però che brutto questo capodanno rispetto a quello prima, quando erano venuti qui la Elena, suo marito e la… la Irina. Ti ricordi?

Andrea. Sì, ma quest’anno con la Elena incinta…

Nonna. Meno male che ci sono le straniere, se no con le italiane. Ma te, in queste vacanze qui, non so se posso chiedertelo, ti sei dato da fare?

Andrea. Contro il declino demografico?

Nonna. Se declini non ce la fai.

Andrea. Io ho fatto il mio dovere, fin troppo, è che lei voleva sempre… proteggersi.

Nonna. E te la proteggevi?

Andrea. Per forza. Lei all’estero, con le scuole, i nonni, l’università, anche se adesso non vuole più tentare gli esami.

Nonna. No, ma perché?

Andrea. Dalla delusione dell’ultima volta. Però forse meglio così, se no era troppo gravoso.

Nonna. Sì è gravoso che una come lei non trova da lavorare in Italia. Ma noi non possiamo provare a vedere?

Andrea. E come? A parte che lei non vuole essere raccomandata, ma poi chi siamo noi per trovarle un posto, e un posto qualificato? Piuttosto nonna non c’erano delle previsioni per l’anno che cominciava nel mondo contadino?

Nonna. Che i contadini raccomandazioni… Forse sì, si raccomandavano al tempo. Ecco guardavano i primi dodici mesi dell’anno e dal tempo che faceva prevedevano il tempo dei mesi. Per esempio ieri e oggi c’è stato il sole, allora febbraio e gennaio sarà bello. Lo chiamavano il Menamese.

Andrea. Scusa ma forse dovevano chiamarlo menata bella e buona. In un mese il tempo non cambia mai? E se oggi pomeriggio si mettesse a piovere o nevicare?

Nonna. A metà mese, pioverà o nevicherà.

Andrea. E se nevica alla Befana, nevica a… a giugno?

Nonna. E se una donna dorme assieme a uno a gennaio, è sicuro che fa un figlio a settembre?




permalink | inviato da steatrando il 3/1/2019 alle 8:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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