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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
10 gennaio 2019
vita familiare
Haiku 2019

(su Skype)

Bruna. Ciao a tutti. Finalmente avete preso i migranti anche lì in Italia.

Nonna. Lega le mani

alla brutta lega

legalmente.

Bruna. Brava nonna, sei tagliata proprio per gli haiku e grazie ancora Andrea, anche se te l'ho già scritto, per tutti quelli che mi mandi ogni mattina.

Andrea. Grazie a te, ma devi ringraziare la nonna, è lei che te li scrive.

Bruna. Ah sì? Infatti mi chiedevo come facevi a scriverli sul lavoro.

Nonna. Sì sono io, ma non sai come tribolo. Prima di tutto lui me li spara a raffica, che io faccio fatica a scriverli su un foglietto. Poi c’è da trovare il telefonino, che magari l’avevo spento e neanche posso chiamarlo col telefono. Che mia figlia voleva farmelo buttarlo via dicendo che cosa me ne facevo dato che non dovrei mai andar fuori. Se non ce l’avevo come facevo a scriverteli?

Bruna. Grazie anche a te, anche se fai solo la segretaria.

Andrea. Guarda che alcuni li scrive proprio lei.

Nonna. Sì, ma quelli più brutti.

Bruna. Non cominciamo ad abbassarci.

Nonna. Che noi siamo alte… No, volevo dire che poi ci metto mezz’ora o anche di più. Ma adesso non so neanche più che cosa abbiamo scritto che ho perso i foglietti.

Bruna. I pizzini?

Nonna. Che cosa?

Bruna. Niente, però io li ho ancora sul cell, ma dovresti averli anche tu tra quelli inviati.

Nonna. Oh Signore, non lo sapevo. E allora se ce li hai ancora lì indovina quelli che ha scritto il tuo primo amato e quelli della tua seconda amata, o la terza dopo tua mamma, o la quarta dopo tuo papà.

Bruna. Dunque ve li leggo. Quella del 7 gennaio è di sicuro dell’Andrea:

Soliti visi

nel solito posto

io sono solo.

Nonna. Non so come hai fatto?

Bruna. Ma quelli dell’8… dunque:

Passi nel buio

segni periodici

di una mancanza.

Periodici non può che averlo scritto Andrea.

Nonna. Anche se lui non ha il periodo…

Bruna. Poi:

Apro la porta

entro nel mondo chiuso

della mia gioia.

 

Senza la voce

uno sguardo aperto

con allegria.

 

Cucino polenta

alla scoperta di

storie nascoste.

 

La filosofia

non mi dà risposta

solo domande.

 

Avendo vissuto

senza fare un bel niente

mi sono stancata.

 

Il gorgonzola

rende un po' felice

con poca spesa.

Secondo me le ultime quattro sono te nonna. Ho ragione?

Nonna. No le ultime cinque, perché ho perso la voce.

Bruna. Ma io ti sento bene.

Nonna. Anch’io mi sento bene, ma perché l’Andrea, che diciamolo tra di noi, è lui il mio primo badante. Lui mi ha preso il miele àmico… cioè balsamico, che subito mi hanno fatto mancare il fiato ma poi venire ancora la voce.

Bruna. Allora sei più brava tu dell’Andrea.

Nonna. Un momento, io prima di tutto non so se metto giuste le vocali…

Bruna. Le sillabe, che a volte le vocali diventano semiconsonanti, come la i e la u.

Nonna. Grazie professoressa dell’aiuto… quante sillabe ho detto adesso?

Bruna. Mi pare tre.

Nonna. Ah non cinque?

Andrea. Sentite linguiste parliamo di noi.

Bruna. Sì, scusa, ma queste ultime…

Nonna. Non vuoi più che te le scriviamo?

Bruna. No ultime dei giorni passati. Continuate a mandarmeli per favore, vi sento più vicini ogni mattina presto.

Nonna. O tardi, magari finisco a scriverli alle 10, che non so neanche fino quando ce la faccio.

Andrea. Su nonna, non vedi che è un esercizio.

Nonna. Per la mia testa o i miei diti, che sbaglio sempre a schiacciare i tasti…

Bruna. E che hai... i diti piccoli. Comunque secondo me questi… ultimi, per il momento, sono tuoi nonna:

Vorrei cantare

nella cruda tormenta

a squarciagola.

 

Sono in ritardo

eppure la dura sveglia

era suonata.

 

Nella borraccia

la tisana sta calda

senza plastica.

 

Appena sveglio

programmando il giorno

faccio la pipì.

 

Copiare haiku

di una mente vulcanica

perdo mezz’ora.

 

Pashmina curda

mi ricorda le lotte

della mia gente.

Nonna. No non sono tutti i miei.

Bruna. Ma la pashmina l’ho regalata io a te, nonna.

Nonna. Che se la mette l’Andrea lo arrestano…

Bruna. Comunque non smettete per favore, che io sono qui isolata…

Nonna. Ah sei su un’isola?

Bruna. Sì, ma non fate l’haikexit, per favore.

Nonna. Che c’è già l’emigrexit…

Bruna. Poveri migranti: 49 in un Europa di mezzo milione di abitanti…

Nonna. Quarantanove

nel nostro salottino

ci invadono.

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da steatrando il 10/1/2019 alle 8:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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