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La Nonna, vivace, ironica, fintamente tonta. La risposta sempre pronta, pepata. Gioca con le parole da tanto ormai. Intelligente, la persona più intelligente che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Sempre coerenti con se stessi i personaggi sullo sfondo. Ma la vera regina è lei, la Nonna, saggia, amabile, ingenua e astuta nello stesso tempo, la lingua agile a dimostrare la prontezza dello spirito, piena di vitalità, sempre disponibile a spendersi non solo per la figlia ma per tutti quelli che si trovano accanto a lei. Meri www.kilombo.org
14 gennaio 2019
vita familiare
SS stesso

(a casa, domenica mattina)

Carla. Mamma siamo arrivati noi…

Nonna. A noi?

Carla. Cosa dici, i tuoi figli…

Nonna. E de… generi.

Cristiano. Cara la mia comunista, volete far fuori Salvini, ma vi ammazziamo prima noi.

Nonna. Ma chi? Noi abbiamo sempre detto, ma dall’Ottocento, che non serve ammazzare gli avversari politici, come invece fanno gli altri. E poi chi l’ha detto?

Cristiano. I social.

Nonna. I socialisti? Se sono sempre stati più moderati di noi.

Cristiano. I social network: facebook, twitter, whatsapp e via elencando….

Nonna. Quei partiti lì non li conosco, ma si presentano alle europee?

Cristiano. Voglio vedere quante falci e martelli si presentano quest’anno.

Nonna. Pochi o nessuno del tutto, ormai si va con le mietitrici e le presse, per cui…

Carla. Non vi avevo chiesto di non parlare più di politica nel 2019?

Nonna. È lui che va a tirare a mano lo squadrismo, con la scusa degli attentati. O volete fare come il duce che con quella scusa lì ha fatto quello che ha fatto?

Carla. Io non voglio fare un bel niente, a parte chiederti dei ragazzi.

Nonna. L’Andrea dorme ancora, la Bruna non so.

Carla. Come?

Nonna. Lei, mi ha spiegato è un’ora indietro, perciò da lei sarà ancora presto e dormirà anche lei.

Cristiano. Presto? Ma se sono quasi le 11. Noi siamo in ballo dalle 8.

Nonna. A loro due non gli piace tanto ballare.

Carla. E tu come stai, mamma? E la negretta è venuta o no? Se no le do gli otto giorni.

Nonna. Sì lei è venuta, e te gli dai anche la paga e la liquidazione?

Cristiano. Sta’ zitta che tu fai tutto in nero.

Nonna. Io in nero? Credevo te. E te Carla, toglimi una curiosità, quando hai detto “gli do gli 8 giorni” ha messo l’accento?

Carla. Mica l’ho scritto, l’ho detto.

Nonna. Sì ma se dovevi scriverlo?

Carla. Dunque i monosillabi… questo do, voce del verbo dare, si confonde con il do nota, per cui… no, non si mette. Si mette nel dà, voce del verbo dare, per non confonderlo con da, preposizione.

Nonna. Mi confondi anche me. E se stesso ce lo metti l’accento?

Carla. Non so perché mi fai queste domande.

Nonna. Per non parlare di politica…

Carla. Ti ricordo che sono diplomata maestra. Comunque no: quando il se è seguito da stesso non vuole l’accento, perché non c’è il rischio di confonderlo.

Nonna. Ti sbagli perché lui, se stesse dicendo una cosa che c’entra con sé stesso, allora?

Carla. Sei proprio arzigogolata, mamma. Ma anche nella tua frasetta, dove ho notato che per la prima volta forse nella tua vita hai usato il congiuntivo, non c’è confusione fra “stesse”, voce del verbo stare, e l’altro.

Nonna. E qui casca… la maestra diplomata. Proprio ieri l’Andrea mi ha preso un giornale dove c’è uno, un professorone, che dice che ci vuole.

Cristiano. Che cosa ci vuole?

Nonna. L’accento, accidenti!

Cristiano. Non ci credo, te lo inventi per metterci in cattiva luce.

Nonna. A parte che era solo la Carla, che te… non ci fosse bisogno. Sentito il congiuntivo? Ma adesso lo prendo e te lo leggo:

“Se stessi qui a fare polemica, dovrei semplicemente invitare tutti a fare pace con sé stessi, o con sé stesse: perché quell’accento non ci sarebbe se stesse lì per caso... Sentito?

Carla. Non hai neanche letto bene. E poi fammi vedere.

Nonna. E te Cristiano vuoi vedere da te SS stesso?

Cristiano. Mi dai dell’SS?

Nonna. No, nessuno ti dà quello che ti dai da te stesso…

Cristiano. Carla andiamo via, se no faccio un disastro.

Carla. Come? Siamo appena arrivati e il mangiare?

Cristiano. Andiamo al ristorante.

Carla. Con tutto quello che ho cucinato?

Nonna. Sa vado io via…

Carla. E dove?

Nonna. Nella mia stanza, così voi…

(entra Andrea)

Andrea. Ciao papà, ciao mamma. Ho una bella notizia per voi.

Cristiano. A tua nonna hanno dato due mesi di vita?

Andrea. Cosa dici papà?

Cristiano. Allora si è decisa ad andare al campo… alla casa di riposo?

Andrea. No. Non c’entra la nonna. Ieri sera tardi mi ha telefonato Bruna e abbiamo concordato di sposarci a giugno, al massimo a luglio. Contenti?

Carla. Andiamo a tavola così mi racconti bene e magari pranziamo addirittura, non vorrai fare colazione alle 11?

Nonna. Anch’io non sto lì a far colazione e, per una volta, pranzo con voi, che voglio sentire… sentire se loro stessi mandano in un campo… me stessa…

 




permalink | inviato da steatrando il 14/1/2019 alle 13:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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