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Tuffatore

Il tuffatore

(a casa)

Nonna. Ciao Bruna, c’è qualcosa che non va? Sei giù?

Bruna. Lasciatemi stare, sono troppo incazzata. Vado in bagno. (esce)

Nonna. Ma avete litigato, Andrea?

Andrea. Ma no, anzi, ieri sera…

Nonna. Sarà per quel suo gomito ferito, che gli ferisce anche la testa.

Andrea. Meno male che non ha battuto anche la testa, se non la facevamo buona.

Nonna. Fallo te il buono con lei, non essere duro anche se è depressa.

Andrea. Io sono duro quando serve e tenero per tutto il resto del tempo.

(torna Bruna)

Bruna. Siete proprio curiosi di sapere che cos’ho? Ve lo dico così non rompete più.

Andrea. Ma noi…

Bruna. Sai il poster del tuffatore che avevamo preso alla mostra su Pompei, Andrea?

Andrea. Se lo cerchi non so più dov’è, mi spiace.

Bruna. No, io lo sapevo e stamattina l’avevo portato in borsa perché volevo regalarlo a una mia collega, quella di arte, che è appassionata di pittura romana. E, tra l'altro, è l’unica che mi parla.

Nonna. Come, le altre neanche ti salutano?

Bruna. Sì, nonna, ma senti subito l’ostilità.

Nonna. E perché mai?

Bruna. Adesso non sto qui a raccontarti la rava e la fava, ma è come coi ragazzi, non ti apprezzano e quindi non ti rispettano.

Nonna. Ti fanno mica il bobbing?

Bruna. Non farmi ridere, nonna, che non ne ho proprio voglia.

Andrea. Si dice mobbing, e poi vuoi che lo facciano a una professoressa?

Bruna. No, qui ti sbagli tu, i ragazzi me lo fanno di sicuro, almeno da quando hanno intuito che sono un’ecologista, ed è per questo che non studiano.

Nonna. Quelli lì delle scuole private sono famosi per la voglia di studiare.

Bruna. Ok, ma con me studiano ancora meno che con le mie colleghe, che comunque anche loro…

Nonna. Fanno lo smorbing?

Bruna. Perché dici smorbing?

Nonna. Perché magari fanno le smorbie…

Bruna. E cosa vuol dire?

Nonna. Com’è che è in italiano? Aiutami te Andrea.

Andrea. Smorfiose? Ma lasciamo finire di raccontare alla Bruna, che vuoi parlare sempre tu, nonna.

Bruna. Grazie. Stavo dicendo che avevo con me il poster, che essendo lungo mi spuntava un po’ dalla borsa e dei ragazzotti me l’hanno sfilato e sono scappati via.

Andrea. Potevi rincorrerli.

Bruna. Sì?! E se cadevo ancora.

Nonna. Ma erano i tuoi studenti?

Bruna. No, loro magari farebbero anche di peggio, ma c’è sempre il timore del voto.

Andrea. Vedi se ti facevi portare in macchina, invece di voler sempre andare a piedi. Testa dura.

Nonna. Ma non era qualcun altro duro?

Bruna. Cosa? Spiegate anche a me.

Nonna. No sono io che duro, duro troppo e sana, abbastanza, che farei cambio subito con te, se potevo darti il mio gomito lo facevo subito, che tanto a me, che mi faccio servire.

Bruna. Su nonna, non farti lodare, sei tu che ci servi tutti i giorni.

Nonna. Sì servirò, ma non è che servo troppo, anche con un braccio in meno…

Andrea. Allora giovane serva, lascia parlare Bruna e stai zitta per un minuto.

Nonna. Anche due… no scusate!

Bruna. Non è tanto per il valore economico, ma per quello affettivo. Era proprio bello quell’uomo nudo che si lanciava in mare.

Nonna. E sì gli uomini nudi, se non sono grassi però…

Andrea. Non dovevi stare zitta, nonna? Lo comperiamo ancora Bruna il poster

Bruna. Ho già guardato su internet, non si trova.

Nonna. Ma come, non c’è tutto il mondo sull’interdet? come dicono gli interdetti?

Andrea. Almeno non l’avevi già promesso alla tua collega, o no?

Bruna. E sì, purtroppo.

Nonna. Mai mettere i buoi davanti ai carri. Oh no, che cosa dico? No, era giusto questo qui: chiudere le vacche quando è scappata la stalla… O Signore, ma vengo matta? È, forse: seminare tempesta e raccogliere vento. No, scusate, sto saltando di frasca in palo, ma non mi viene il proverbio giusto.

Bruna. Sì stai facendo un po’ di confusione, ma continua che è divertente.

Nonna. Meno male, perché lo so anch’io che sto prendendo fiaschi per fischi e lanterne per lucciole.

Andrea. Nonna, adesso basta se no devo portarti alla neurodeliri.

Bruna. No, lasciala continuare, che mi tira un po’ su.

Nonna. Giusto, bisogna battere il ferro finché è freddo, no? Non posso mica darmi i piedi sulla zappa?

Andrea. Ma hai bevuto, nonna, sei sotto l’effetto del vino?

Nonna. Io? Io no, ho mica detto pane al vino e vino al pane, o guardato in bocca a caval donato, e neanche ho fatto di tutti i fasci delle erbe, oppure cercato di cavare un buco da un ragno e insegnato ai gatti ad arrampicarsi.

Andrea. È finito lo show?

Bruna. Vorrei vedere te a farne uno di simile, Andrea.

Nonna. Fa niente Bruna, io ho solo scherzato con le sante ma lasciamo stare i fanti!

 

 

 


Pubblicato il 17/5/2017 alle 7.36 nella rubrica Diario.

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