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A momenti amanti (3)

(a casa sabato)

Carla. Mamma siamo noi

Nonna. Oh Signore, siete già qui? ma io non ho messo su ancora niente.

Carla. Non ti preoccupare, ho preparato tutto io, basta scaldare. Sono venuta prima perché dovrai ben fare il cambio di stagione. Hai tirato giù la roba estiva e messo su quella invernale?

Nonna. Qualcosina.

Carla. Lo sapevo, la stessa storia tutti gli anni. Se non vengo io…

Nonna. Se lo sai…

Carla. Allora noi guardiamo un po’ gli armadi Cristiano.

Cristiano. E io che cavolo faccio? che potevo star su a lavorare.

Andrea. Ciao papà, potresti parlare un po’ con me.

Cristiano. E con quella antipatica della tua… compagna?

Andrea. No, è andata a casa dei suoi a prendere della roba e si ferma a mangiare. Pensa che l’hanno chiamata e la prossima settimana la rioperano per togliergli i ferri.


Carla
. Ve be’ noi andiamo lasciamoli qui loro due a dirsi le loro cose da uomini.

Nonna. Contro le donne…

(Carla e Franca vanno in un’altra stanza)

Cristiano. Cos’è che mi volevi dire, vuoi lasciare la tua bella? che poi bella non è.

Andrea. Ma no volevo solo parlare un po’ con te, chiederti degli affari… così.

Cristiano. Guarda dei miei affari è meglio che non sai niente se no… ti viene il mal di testa. Ti spiegherò tutto quando avrò risolto un problemino. Tu piuttosto come va?

Andrea. No sul lavoro bene, anzi il capo mi manda anche in giro a parlare della sua tecnologia e sperimentiamo tante cose. No sono soddisfatto, non credevo. Io, fin che posso, rimango qui.

Cristiano. Fai bene, perché da noi lassù non c’è mica posto, forse neanche più per me.

Andrea. Cosa??? Spiegami papà.

Cristiano. Dopo. Fammi risolvere un paio di problemi e poi ti dico.

Andrea. Ma non era un problemino solo? Allora c’è il rischio che torniate a stare qui.

Cristiano. Siamo sempre stati e con te. Adesso ti fa schifo?

Andrea. No è per la Bruna.

Cristiano. Posto ce n’è, certo che tra lei e tua nonna… Ma te volevi dirmi qualcosa. Allora quando la lasci, che così non ci sarebbero due problemi ma uno solo: mia suocera.

Andrea. No, se proprio vuoi saperlo. Ho incontrato una donna.

Cristiano. Bravo, e com’è? È più grande di te.

Andrea. In apparenza, ma lei mi ha detto che potrebbe essere più giovane.

Cristiano. E già a una donna non si chiede mai l’età. E com’è, è figa? Descrivimela.

Andrea. Sì è una bella donna, non sembra una ragazzina, sai come noi due, è ossigenata, truccata, ingioiellata, con vestiti firmati.

Cristiano. Allora è una ricca che vuole prendersi un scappatella dal marito.

Andrea. Mi ha detto che è vedova. Non so se è vero.

Cristiano. Sono le peggiori. L’hanno provato e adesso non possono più farne a meno.

Andrea. Cosa, la droga?

Cristiano. Sei proprio un ragazzo, non so se… Ma racconta.

Andrea. Mi ha abbordato lei un giorno che ero al bar, sai quel caffè libreria che hanno aperto in centro. Fanno anche da mangiare.

Cristiano. Allora è vero che vuole cuccare. Ha visto un bel ragazzino e se lo vuole mangiare in un boccone.

Andrea. Allora non devo vederla più?

Cristiano. Ma almeno l’hai già fatto?

Andrea. No, ma non affrettare le cose, poi non so neanche.

Cristiano. Allora fammi capire, ti intriga o no?

Andrea. Ti racconto di ieri, era solo il terzo incontro. Se lo vuoi saper nei primi due le ho stretto solo la mano. Ieri, allora, sono arrivato in anticipo. Non dovrei ammetterlo ma sono arrivato prima perché volevo riservarmi più tempo per parlare con lei. Dopo mezz’ora non era ancora arrivata e l’ora concordata era già passata. “La signora non viene il venerdì”, mi ha detto la barista-libraia. Le ho risposto: “Ma io sono qui per la pausa pranzo, per me non per lei”. Vistomi osservato sono uscito e chi ti trovo sul marciapiede?

Cristiano. Lei che batteva?

Andrea. No lei che mi aspettava, mi ha preso per mano e mi ha trascinato in una palestra lì vicino e mi ha portato in una stanzetta, dicendomi di spogliarmi.

Cristiano. E già bisognava trovare un posto, tu non ce l’hai un pied-à-terre con tutte quelle donne in casa, ma anche lei… se è una signora deve andare a farlo in una palestra.

Andrea. Ma cosa hai capito? Lei voleva solo farmi un massaggio è specializzata me l’aveva detto.

Cristiano. Una massaggiatrice. E l’hai ben scopata?

Andrea. No, a un certo punto mi era anche venuta l’erezione. Sai il massaggio Tantra.

Cristiano. Quello dei video prono che lui è nudo e lei glielo fa venire duro poi se lo fa…

Andrea. Ma papà guardi i siti porno? E poi io non ero nudo, avevo i boxer, per fortuna e un po’ ho dissimulato, non so se se ne è accorta.

Cristiano. Figurati una vedova…

Andrea. Avevo anche provato a baciarla, ma lei aveva detto che non poteva, di aspettare.

Cristiano. Ti fa sospirare.

Andrea. No avevo le sue cose. Ma io adesso cosa faccio, papà, vado ancora e chiudo o chiudo veramente?

Cristiano. Come chiudo? Fattela e fottitela, ci mancherebbe una così, metti solo l’impermeabile perché quelle lì se ne fanno uno al giorno..

Andrea. Non credo, se non con me.

Cristiano. E contami, su, lei era nuda.

Andrea. Ma va, aveva una tuta ginnica.

Cristiano. Aderente?

Andrea. No, solo che poi per il caldo ha dovuto togliere il sopra e aveva una maglietta che faceva risaltare il suo seno.

Cristiano. Ce l’aveva il reggiseno?

Andrea. Non so, penso di sì, come faccio a dirlo?

Cristiano. Ma i capezzoli… Sei proprio un bambino ecco perché ti ha fatto solo una sega…

Andrea. Non mi ha neppure toccato… lì

Cristiano. Ma tu sei venuto, confessalo.

Andrea. Un po’, credo.

Cristiano. Sei disarmante. Allora dovevi prendere tu l’iniziativa e saltarle addosso, vedevi che le piaceva, aspettava solo quello.

Andrea. Non credo, poi in una palestra, ogni tanto entrava qualcuno che la conosceva. Lei forse lavora lì. E devo dire che mi ha rilassato i muscoli sono stato proprio bene.

Cristiano. Uno di muscoli però non te l’ha rilassato, no?

Andrea. E allora cosa faccio papà? Sono a un bivio, capisco che se mi vedo ancora poi finisco di tradire la Bruna.

Cristiano. Quando ce l’hai il prossimo appuntamento?

Andrea. Proprio venerdì. Ma stavolta nel bar-libreria. O che voglia portarmi ancora in palestra.

Cristiano. Proprio venerdì dovrei venire in città per un affare, così mi racconti.

Andrea. No io non so se ci vado. Proprio venerdì rioperano Bruna, non posso… se lei sta male.

Cristiana. Ma va sarà una cosa in anestesia locale, un day-hospital.

Andrea. No la ricoverano proprio: va be’ al mattino per operarla al pomeriggio.

Cristiano. E te vai mentre lei è in sala operatoria, sotto anestesia.

Andrea. No, papà, come faccio?

Cristiano. Rimanda, anzi anticipa.

Andrea. Allora secondo te devo continuare? Comunque non ho né mail né numero di telefono. O vado di persona o niente.

Cristiano. E allora lascia e prova la settimana dopo, cosa ti devo dire? Se non hai il coraggio di tradire la compagna… fai astinenza.

 

Pubblicato il 16/7/2017 alle 20.51 nella rubrica Diario.

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