Blog: http://steatrando.ilcannocchiale.it

L’importanza di chiamarlo Ernesto

(a casa)

Nonna. Bruna, non per metterti pressia

Bruna. Fretta.

Nonna. Brava che sai il dialetto.

Bruna. In modo passivo.

Nonna. Non so bene la grammatica, ma penso che anche nel dialetto c’è… son gnü vègia.

Bruna. Quello è intransitivo.

Nonna. Transit Juventus…

Bruna. Ma quello è latino. Complimenti comunque.

Nonna. No, piano, sento delle parole e le ripeto senza sapere che cosa voglio dire. Ma lasciami dire, che poi perdo il filo, filosofina mia. Se mai avrai un figlio, maschio, secondo me dovresti chiamarlo Ernesto.

Bruna. Nomen omen.

Nonna. Il latino, ancora ancora, ma il catalano…

Bruna. Lasciamo stare la Catalogna.

Nonna. Speriamo anche gli altri. Comunque ieri mi è venuto in mente e sarebbe una bella cosa, ma anche Ernesta, Ernestina, se è una femmina. Certo che è meno bello. Cioè io preferisco una bambina, ma il nome è più giusto.

Bruna. Sì, hai ragione “L’importanza di chiamarsi Ernesto”. Una figura straordinaria, che mi è sempre piaciuta. Forse ogni personaggio descritto con amore è il ritratto dello scrittore non del personaggio. Non credi?

Nonna. Ma, se ci capisco dentro qualcosa, non ha fatto anche un diario?

Bruna. Non mi risulta. E io ho letto praticamente tutto di lui, in lingua originale.

Nonna. Spagnolo? no mio nonno mi diceva l’altra roba, il castiggia...

Bruna. Il castigliano? No, l'inglese, lasciamo stare la Spagna.

Nonna. Ma parli di lui, o chi ci ha scritto? Perché anche lui ha scritto, ho appena visto nella libreria, non so se è un libro di te o chè…. che l’Andrea, a parte che leggere lui… poi i suoi non lo lasciavano mai.

Bruna. Sì, è stato un personaggio troppo trasgressivo.

Nonna. Rivoluzionario…

Bruna. Sono d’accordo: lui ha preso in giro il conformismo dei suoi tempi e di quelli... successivi, il suo e il nostro secolo.

Nonna. E già, il Novecento è già passato.

Bruna. Anche prima.

Nonna. To’, credevo che era più giovane.

Bruna. Sai cosa diceva? “La gioventù è l’unica cosa al mondo che valga la pena essere posseduta”.

Nonna. Parole sante.  E, se non sbaglio, è morto che non aveva neanche quarant’anni.

Bruna. No, forse li aveva superati, ma di poco.

Nonna. Chissà, se scampava di più…

Bruna. Ma ormai la sua vita era finita, ne aveva vissuti di drammi, anche il carcere.

Nonna. Questo non lo sapevo. Ma a Cuba? Fidel?

Bruna. Ma di chi stai parlando?

Nonna. Di Ernesto Che Guevara e te?

Bruna. Di Ernesto Wi… di Oscar Wilde.

Nonna. Ma se è di nome Oscar come fai a confonderlo? Stai venendo vecchia anche te?

Bruna. No, è stato un equivoco. Anche Oscar ha scritto di un certo Ernesto, un marito non proprio ideale, ma…

Nonna. E allora, per fare un Ernestino, prenditi anche te un maritino anche non è proprio l’ideale, che – com’è che hai detto? – la giovinezza è l’unica cosa al mondo che finisce in pressia.

Pubblicato il 10/10/2017 alle 7.48 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web